Grande successo per la sfilata dei carri allegorici
BONORVA. Ieri sera, la minaccia di pioggia e tanto freddo, non hanno frenato neppure per un attimo la voglia sregolata di divertirsi di tanti giovani e meno giovani che hanno sfidato le intemperie,...
BONORVA. Ieri sera, la minaccia di pioggia e tanto freddo, non hanno frenato neppure per un attimo la voglia sregolata di divertirsi di tanti giovani e meno giovani che hanno sfidato le intemperie, cantato e ballato per oltre sette ore e hanno sfilato per le vie del paese, al seguito di uno straordinario pupazzo, (“Re Giorgio”), il re del carnevale,impersonato da un capo indiano e costruito mirabilmente dai soci e volontari dell’associazione culturale “Giolzi”, che ha curato l’intero svolgimento delle manifestazioni carnascialesche. Dopo l’evento di lunedì con la “Dino Nurra Band” ieri sera dieci carri allegorici ideati, costruiti e allestiti in modo originale e perfetto dai volontari, accompagnati dai figuranti in costume intonato al tema proposto, fra i canti, le urla di gioia, il sibilo delle bombolette, lo svolazzare dei coriandoli, l’incessante stimolo della musica, i balli sardi e moderni, che si mescolavano in rapida e costante successione, hanno sfilato, in commistione con numerosi e spontanei piccoli gruppi mascherati e partecipato alla grande giornata di festa. La scelta di sfilare comunque e sfidare il rischio di una situazione meteorologica avversa è prevalsa chiaramente su quella più meditata di un rinvio, difficile e improponibile anche per la vicinanza delle manifestazioni previste con le pariglie di sabato13 e domenica14. La festa, terminata con il grande rogo al quale è stato condannato immancabilmente il “Re Giorgio”, comunque, anche se per pochi giorni, ha permesso tante occasioni d’incontro e solidarietà e allontanato, almeno per un attimo, il pensiero delle tante difficoltà che affliggono diverse famiglie, che hanno fraternizzato e si sono divertite nel segno di un simbolo che alla fine, forse come una forma di esorcizzazione del male, è stato sacrificato nel solito grande fuoco.
Emidio Muroni
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