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Sassari

Ex giunta a processo, resta soltanto l’accusa di peculato

di Nadia Cossu
Ex giunta a processo, resta soltanto l’accusa di peculato

Buddusò, prescritti l’abuso d’ufficio e il falso ideologico L’inchiesta riguardava l’affidamento degli incarichi esterni

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Il collegio è cambiato, la maggior parte dei reati nel frattempo si è prescritta e così il prossimo 20 luglio ci sarà una sentenza predibattimentale (ex articolo 129 del codice di procedura penale che prevede l’obbligo del giudice di assolvere prima della conclusione del processo) con l’insediamento di un nuovo collegio e la richiesta di nuove prove per l’unico reato rimasto in piedi: il peculato. Reato legato, nella fattispecie, all’uso “improprio” dei telefoni cellulari dati in dotazione ai componenti dell’allora giunta.

Il processo in questione è quello che vede imputati l’ex sindaco di Buddusò Giovanni Satta e la giunta che lo affiancò negli anni di amministrazione tra il 2005 e il 2007. Tra i reati contestati c’erano l’abuso d’ufficio nell’ambito della gestione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti, il falso ideologico per l’incarico revocato al segretario comunale Giovanna Maria Murgia e il peculato per aver utilizzato cellulari del Comune per telefonate private. Ma i primi due reati sarebbero prescritti e quindi il nuovo collegio procederà, dopo il 20 luglio, solo per il peculato a carico di Giovanni Satta, del suo allora vice Quirico Beccu e dell’assessore Antonio Manca. La vicenda che ha portato gli ex amministratori sul banco degli imputati ruotava prevalentemente intorno alla gestione della municipalizzata “Biesse Spa”. Erano in tutto 20 le contestazioni della Procura all’ex sindaco di Buddusò difeso da Sergio Milia e Maria Claudia Pinna e agli altri 19 imputati tra allora assessori e consiglieri comunali (assistiti dagli avvocati Gian Mario Sechi, Francesco Lima, Sara Migliore). Per sei capi d’accusa la giustizia era arrivata tardi: erano finiti in prescrizione prima ancora di approdare in tribunale. Era caduta anche l’ipotesi di associazione a delinquere, ossia il sospetto che gli imputati avessero costituito una rete pronta ad abusare della cosa pubblica attraverso la gestione personalistica dell’azienda posseduta dal Comune. Erano rimasti singoli episodi, ora si prescrivono anche quelli. A parte il peculato. L’udienza è stata aggiornata alla prossima estate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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