Area marina protetta Vittorio Gazale nuovo responsabile
Il dirigente arriva dalla bella esperienza di Porto Conte Il presidente Federici: «Regione poco attenta all’Asinara»
PORTO TORRES. La nomina all’unanimità di Vittorio Gazale come responsabile dell’Area marina protetta del Parco nazionale dell’Asinara, l’approvazione del Regolamento di concessione del marchio di qualità ambientale delle Rete dei parchi e delle Aree marine protette e le lamentele del presidente dell’Ente Parco Pasqualino Federici contro i vertici della Regione che hanno disatteso la richiesta di incontro. Tanti i punti all’ordine del giorno in occasione del Consiglio direttivo del Parco dell’Asinara che si è tenuto ieri mattina.
La nomina di Gazale. Per l’ex docente universitario, laureato in Scienze Naturali, si tratta di un ritorno importante all’Asinara dopo le positive esperienze maturate in questi ultimi anni nella direzione del Parco regionale di Porto Conte, del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e dell’Area marina protetta di Capo Caccia. In particolare il lavoro fatto a Porto Conte, come è stato sottolineato dal presidente del Parco, può ora essere messo a disposizione dell’Asinara: come ad esempio il percorso sul marchio di qualità per gli operatori economici o quello di digitalizzazione degli archivi storici delle colonie penali. Gazale ha coordinato diversi progetti internazionali nell’ambito delle misure Interreg, Equal, Horizon, Life Natura e Po Marittimo, sui temi della conservazione della Natura, ed è autore di oltre 100 pubblicazioni tra lavori scientifici, rapporti tecnici e volumi divulgativi ne temi dell’ambiente e della conservazione della biodiversità del Mediterraneo e della Sardegna.
Soddisfazione. «Ritorno qua dopo 6 anni vissuti ad Alghero - durante i quali ho avuto grandi soddisfazioni e costruito una rete di rapporti istituzionali anche internazionali -, ma ora sono felice di essere qua a Porto Torres e lavorare per un Parco che amo – ha detto Gazale – e al quale ho dedicato tutta la mia vita professionale, prima quando ancora non esisteva e poi nei primi dieci anni di avvio dell’Area protetta. In tutti questi anni è stato fatto tanto ma moltissimo resta da fare e da parte nostra metteremo a disposizione il massimo impegno e onestà professionale».
Marchio di qualità ambientale. E’uno strumento utile per favorire la valorizzazione del territorio di competenza, e può essere concesso in uso a tutte le organizzazioni di prodotti agroalimentari, artigianato, cosmetici, per la casa, farmaceutici, servizi turistici e di ricettività.
Federici contro la Regione. «La Regione ci dia le infrastrutture e il Parco dell’Asinara dimostrerà, come lo sta già facendo, che ha idee e programmi per decollare. Sono ancora sordi alle nostre richieste di incontro e ciechi per non avvedersi delle iniziative che il Parco sta portando avanti in questi mesi con il contributo di tutto il Consiglio direttivo».
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