La Nuova Sardegna

Sassari

Operai in strada per difendere il lavoro

di Gianni Bazzoni
Operai in strada per difendere il lavoro

Manifestazione sulla 131, sit-in e incontri. Lettera al presidente Mattarella, domani una delegazione allo sciopero a Roma

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SASSARI. Si ricomincia dalla strada, da dove sono nate le lotte più difficili dei lavoratori. Ieri mattina gli operai del Petrolchimico di Porto Torres si sono ritrovati davanti ai cancelli di una fabbrica che resta appesa a un filo e poi hanno inscenato un carosello di auto (circa 50 con 200 persone) che - dopo una sosta davanti al Comune turritano e un breve incontro con il sindaco Sean Wheeler - si è sviluppato lungo la 131. Tappe lungo il tragitto e poi sit in finale alla rotatoria prima del semaforo per Sant’Orsola.

L’obiettivo era quello di fare salire di tono la vertenza e creare un “ponte” con lo sciopero nazionale di domani a Roma, dove sarà presente una folta delegazione di lavoratori sardi. Inevitabili i disagi per gli automobilisti che, comunque, hanno compreso le ragioni di una protesta che non può essere solo di un gruppo di persone ma che porta con sè le speranze e i progetti futuri di un territorio martoriato dalla crisi. Le segreterie provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec, hanno confermato che ci sono anche le firme delle Rappresentanze sindacali unitarie del sassarese tra quelle inserite nella lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una nota che non ripercorre il lungo cammino della vertenza di Versalis e dell’annuncio di vendita a un fondo americano «che possiede scarsa consistenza finanziaria», ma sottolinea che «la chimica di base italiana è una infrastruttura che attraversa in lungo e in largo il Paese, ed è quindi qualcosa di più di una azienda: è una delle dorsali su cui abbiamo costruito l’avventura industriale».

Domani sarà la terza volta di uno sciopero di 8 ore. I lavoratori si raduneranno a Roma, in piazza Santi Apostoli: «Grideremo la nostra contrarietà per farci ascoltare. Non consentiremo a nessuno di riscrivere la storia del Paese, non serve una rilettura superficiale dei cicli economici. Chiediamo a tutti - dal Governo all’Eni - di tenere in considerazione le grandi competenze umane e professionali di cui disponiamo, perché non è lacerando l’Italia che si persegue il bene comune».

Durante la manifestazione di ieri mattina, sindacati e lavoratori hanno attaccato duramente la Regione e l’Eni.

«Il presidente Pigliaru ha fatto delle affermazioni durante l’incontro a Porto Torres che non ha mantenuto – hanno detto – e le istituzioni locali continuano a muoversi in ordine sparso mentre serve un movimento unitario, forte e deciso. Dicano da che parte stanno, non ci possono più essere mezze misure: chi non sta con i lavoratori è contro».

La vertenza dell’ex Petrolchimico abbraccia tutto il territorio e, in fondo, la Sardegna: Non è solo un problema di Eni-Versalis, di vendita agli americani o ad altri. In mezzo c’è anche il futuro della chimica verde con una serie di progetti che hanno un senso se vengono confermati gli investimenti e create le condizioni per il risanamento del territorio (con le bonifiche) per favorire nuovi insediamenti produttivi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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