La Nuova Sardegna

Sassari

Riprendono le attività nel deposito stalloni

di Barbara Mastino
Riprendono le attività nel deposito stalloni

Superati i problemi di personale grazie all’assunzione degli ultimi artieri A Su Padru può così iniziare la stagione della fecondazione delle fattrici

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OZIERI. Dopo settimane di dubbi e incertezze, è arrivata nei giorni scorsi la notizia dell’apertura, il 7 marzo, della stagione di fecondazione nel deposito stalloni di Su Padru, gestito dal servizio incremento ippico che fa capo ad Agris. Una buona notizia per il comparto, che rischiava la paralisi dopo la decisione della dirigenza dell’incremento di bloccare gli ingressi nelle strutture, e quindi la campagna di monta dei cavalli, a causa della scarsità di personale. Una decisione presa un paio di settimane fa dopo l’ennesimo rinvio nelle riassunzioni dei dieci ex stagionali che, come si ricorderà, dopo essere rimasti esclusi dalle stabilizzazioni avviate a partire dal 2008 erano finalmente stati assunti a scaglioni lo scorso anno ma che, al 31 dicembre, si erano nuovamente trovati senza lavoro per il mancato rinnovo dei loro contratti. Una vicenda annosa, travagliata, che pareva essersi risolta bene lo scorso anno ma che, come detto, a fine anno era rimasta ancora insoluta, impantanata nei meandri della burocrazia regionale. Inevitabili erano quindi state le protesti degli esclusi (ma anche dei loro colleghi in servizio, oberati da orari di lavoro massacranti e non in grado di far fronte all’imponente mole di lavoro) e gli strali della politica: a cominciare da quelli dell’onorevole Daniele Cocco, ora capogruppo di Sel ma promotore di numerosi interventi legislativi anche quando sedeva nei banchi della minoranza, che dopo aver a lungo lottato per difendere quei dieci posti di lavoro e essere stato convinto della vittoria lo scorso anno, a dicembre si era detto «amareggiato per la riapertura di un discorso che ormai consideravamo chiuso» ma anche «sconcertato per i ritardi nell’attuazione di norme messe sulla carta ormai da anni». Proteste anche da parte dell’onorevole de La Base Gaetano Ledda, che aveva imputato il mancato rinnovo dei contratti «allo stallo nel quale da mesi versa l’agenzia Agris, prima di una guida e ostaggio di un non-decisionismo che rischia di paralizzare il comparto ippico e la programmazione regionale sull’agricoltura in generale». Ultima battuta della vicenda era stato il blocco della stagione di monta, ovvero della campagna di riproduzione dei cavalli che pure lo scorso anno, anche e soprattutto grazie all’entrata a regime delle strutture dell’incremento ippico, aveva fatto registrare numeri incoraggianti che promettevano una pronta ripresa. Qualcosa però si è mosso, e i contratti degli artieri, ancorché della durata di tre mesi (anche se, come è avvenuto lo scorso anno, dovrebbero andare a rinnovo ogni trimestre), sono stati messi in essere, i dieci lavoratori sono entrati in servizio e la stagione di fecondazione è pronta a partire, anche se con un ritardo di tre settimane.

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