Allarme rosso a Porto Torres, i senza lavoro sono 6501
I dati diffusi dal Centro servizi provinciale certificano la grave crisi. Situazione drammatica dopo il crollo del Petrolchimico
PORTO TORRES. Nella città che si allontana lentamente da un passato fortemente caratterizzato dalla presenza dominante ddell’industria pesante (senza una nuova direzione certa e concreta) aumentano i numeri della disoccupazione secondo le statistiche 2015 stilate dal Centro servizi per il lavoro di Sassari. Si attesta infatti a 6501 il numero di disoccupati e inoccupati, di cui 3260 maschi e 3260 femmine, una cifra superiore di quasi 200 unità rispetto all’anno precedente.
Una situazione da vero e proprio allarme rosso, dunque, e la riprova arriva dall’incremento del numero di assistiti che si rivolgono al Servizio sociale per avere dei contributi economici oppure per poter rientrare nelle graduatorie che riguardano la forestazione e il servizio civico.
La cifra più bassa dei senza lavoro si registra nei ragazzi che hanno appena raggiunto la maggiore età (36), mentre aumenta decisamente nei ragazzi dai 18 ai 24 anni con 392 maschi e 293 femmine. Quasi la stessa cifra, invece, tra giovani dai 25 ai 29 anni (672) e dai 30 ai 34 anni (273): la comunità locale non offre purtroppo occasioni di lavoro in alcun settore produttivo, considerando anche che diverse attività commerciali hanno chiuso le serrande sia per la grave crisi economica sia per l’affitto troppo alto chiesto dai proprietari dei locali.
La caduta del petrolchimico fa ancora sentire i suoi contraccolpi negativi su tutti i fronti, con un effetto domino devastante che ha limitato enormemente anche le attività portuali, e gli stessi progetti nuovi (chimica verde) rischiano seriamente di segnare il passo come confermato da sindacati e politici durante la manifestazione di venerdì scorso. Il numero più alto di disoccupati e inoccupati si registra nelle fasce d’età dai 35 ai 44 anni, con 1646 persone (751 maschi e 895 femmine) alla ricerca di politiche attive per il lavoro che mancano da alcuni anni in questi confini. Sono 1381 i disoccupati dai 45 ai 54 anni (621 maschi e 760 femmine) e 968 quelli dai 55 ai 64 anni (524 maschi e 444 femmine). Proprio questi ultimi fanno parte del gruppo di operai espulsi dal ciclo produttivo e in forte disagio nel poter mantenere gli impegni riguardo a pagamenti di tributi, luce, acqua e affitto. Si sono pure riuniti in comitato e vorrebbero incontrare la nuova amministrazione comunale, per rammentare ai governanti il loro passato lavorativo da operai specializzati in giro per l’Italia e per il resto del mondo. Chiedono alla politica di assumere una posizione più energica nei confronti di multinazionali e aziende che vengono ad investire su questo territorio, creando magari una linea preferenziale per gli operai turritani che vivono in condizioni di indigenza pur avendo professionalità nel settore metalmeccanico ed edile.
Tanti i giovani che hanno finito il corso di studi quasi in piena recessione economica, maturità e laurea, hanno scelto di partire verso altre località italiane e straniere per cercare di trovare una occupazione consona alle loro capacità. Luoghi lontano da casa, in un mondo tutto nuovo, per crescere professionalmente e percepire una remunerazione adeguata che a Porto Torres sta, purtroppo, sta diventando merce rara.
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