Caos tumulazioni, tensioni in cimitero
Ati in lite con il Comune. Per dare l’ultima dimora alle ceneri di un defunto arriva un’altra impresa con la polizia municipale
SASSARI. All’ombra dei cipressi e dentro l’urne si consuma la guerra degli euro e delle tumulazioni fra il Comune e l’associazione di imprese, guidata dalla Costruzioni Sacramati, che ha in concessione i lavori di ampliamento del cimitero.
Ieri mattina, fra urla, tensioni e minacce, al camposanto è dovuta intervenire la Polizia municipale per fare in modo che le ceneri di un defunto, in attesa di degna sepoltura da un mese, potessero essere inumate nel loculo di famiglia. Gli operai e i titolari dell’Ati che sta costruendo e ha in custodia le opere già concluse nel nuovo cimitero, hanno bloccato le operazioni perché, sostengono, «il Comune non ha mai pagato le tumulazioni eseguite dal 2009 a oggi, per un credito nei nostri confronti di 750 mila euro, e non può affidare le sepolture a un’altra ditta».
Le tumulazioni nella parte nuova del cimitero vanno avanti a singhiozzo dal giugno 2015, da quando Sacramati e company hanno iniziato a protestare per i mancati pagamenti da parte del Comune. In questo periodo sono bloccate da due settimane, tanto che alla camera mortuaria del cimitero non c’è più posto per le bare: ieri i feretri in attesa di sepoltura erano trentasette.
Per aggirare l’ostacolo, l’amministrazione comunale ha affidato il servizio a un’altra ditta, la Altair, che è entrata in servizio a luglio, ma solo per la gestione e manutenzione del vecchio cimitero e del forno crematorio. L’affidamento doveva essere temporaneo, fino al 7 dicembre 2015, nell’attesa che gli uffici predisponessero il bando pubblico per i servizi in regime di project financing». Ma il 30 dicembre l’affidamento è stato prorogato fino al 7 aprile 2016.
E ieri mattina proprio gli operai della Altair si sono trovati la strada sbarrata da un cordone di colleghi, alle dipendenze della Sacramati e della Montresori costruzioni srl. La maggior parte di loro è in cassa integrazione perché il cantiere per l’ampliamento del cimitero è bloccato dalla scorsa estate, proprio perché le imprese reclamano i pagamenti dovuti da parte del Comune.
Sono le 9.30 e la tensione sale subito alle stelle. I familiari del defunto chiedono, esasperati, di poter seppellire il loro caro: «Mio padre è morto un mese fa; già una volta la tumulazione è stata bloccata e rinviata. Qua tutti hanno ragione, ma noi cosa c’entriamo?», protesta con il groppo in gola Simonetta Campus. Fra le braccia stringe l’urna con le ceneri del papà defunto, e attorno a lei si stringono fra sorpresa e rabbia i familiari.
C’è anche l’assessore ai Lavori pubblici, Ottavio Sanna, ma la tensione si placa con l’arrivo in forze dei vigili urbani. Paolo Montresori sventola il contratto con il Comune e pretende che siano rispettati i diritti e le prerogative dei concessionari: «Noi siamo custodi di queste strutture, chi ha autorizzato questa ditta a eseguire la tumulazione?». Non salta fuori nessuna autorizzazione ma il comandante dei vigili si assume la responsabilità della procedura e convince gli operai dell’Ati Sacramati a lasciare eseguire la tumulazione.
Ma la battaglia è solo all’inizio. Montresori promette di portare la vicenda in Procura, Roberto Sacramati commenta attonito: «Lavoriamo in tutta Italia, e mai, da nessuna parte, ci sono successe cose del genere. Solo qua, con questa amministrazione, abbiamo avuto problemi». L’assessore Sanna invece respinge le accuse: «Hanno ricevuto oltre 500 mila euro per le tumulazioni eseguite, e ci sono altri 700 mila per i lavori di ampliamento del cimitero. Questa forma di protesta è inammissibile e incivile».
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