La Nuova Sardegna

Sassari

SENTENZA A LECCE

Mafia e stupefacenti, assolti due fratelli

Mafia e stupefacenti, assolti due fratelli

PORTO TORRES. Assolti perché il fatto non sussiste. É finito ieri l’incubo per due fratelli di Porto Torres - Manuel e Sandro Soru, rispettivamente di 36 e 34 anni, accusati di spaccio di sostanze...

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. Assolti perché il fatto non sussiste. É finito ieri l’incubo per due fratelli di Porto Torres - Manuel e Sandro Soru, rispettivamente di 36 e 34 anni, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito di una inchiesta che ha visto coinvolti pezzi di primo piano della criminalità pugliese, tanto che era stata contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso.

La storia era cominciata nei primi giorni di ottobre del 2014: Sandro Soru era stata arrestato a Porto Torres, mentre il fratello Manuel aveva ricevuto il mandato di arresto in un centro di recupero in Lombardia. Per il primo - a quanto pare - era stata determinante la frequentazione con Orlando D’Oronzo, una delle figure centrali della vasta operazione antimafia condotta dalla polizia di Taranto e coordinata dalla Dda di Lecce. Complessivamente erano state arrestate 52 persone. Sandro Soru lavorava in una azienda privata a Porto Torres dove prestava servizio anche D’oronzo (che si trovava in regime di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno): i due - secondo l’accusa - avevano stretto amicizia e questo bastava per ipotizzare anche il coinvolgimento nel traffico di droga.

Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Vincenzo Brancato - accogliendo anche le richieste degli avvocati difensori (Ivan Cermelli per Sandro Soru e Pietro Diaz per Manuel Soru) - ha emesso la sentenza di assoluzione per i due fratelli con la motivazione che «il fatto non sussiste».

Soddisfazione per i due indagati e per i loro difensori che, fin dal primo momento, avevano sostenuto la totale estraneità ai fatti contestati.

Il giudice ha condannato invece Orlando D’Oronzo a 16 anni di reclusione, mentre tra le altre persone riconosciute colpevoli dal gip la pena più severa è stata inflitta a Nicola De Vitis: 20 anni di carcere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative