La Nuova Sardegna

Sassari

Cavalli e turismo, binomio del futuro

di Barbara Mastino

La Regione ha stanziato un milione per il comparto ippico Per il consigliere Gaetano Ledda «occorre una legge ad hoc»

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OZIERI. Si prospettano interessanti novità nel comparto ippico, del quale in questi giorni si sta discutendo nel “parlamentino” delle Attività produttive con audizioni degli assessori del Turismo e dell’Agricoltura e di altre parti in causa, come l’ippodromo di Chilivani e i le associazioni di allevatori e allenatori e le società ippiche. Sul tavolo c’è il progetto di riordino del settore, in particolare la proposta di legge presentata dal consigliere de La Base Gaetano Ledda, che propone investimenti sul comparto in ogni settore: allevamento, incremento, corse negli ippodromi, eventi sportivi e culturali, ippovie e quant’altro. Un argomento che è oggetto anche di due emendamenti alla legge di stabilità regionale proposti da Ledda proprio in questi giorni: uno riguardante la conferma del finanziamento di un milione di euro per il comparto in generale e l’altro per la valorizzazione delle strutture degli ippodromi isolani. La discussione è più che mai aperta, ma il fatto stesso che se ne parli è già una grande novità. Soprattutto per il positivo accoglimento delle proposte di Ledda da parte degli assessori all’Agricoltura e al Turismo, che hanno sottolineato - entrambi - la necessità di varare una norma che consenta al settore di tornare competitivo anche dal punto di vista economico. Il cavallo è infatti una grande opportunità dal punto di vista turistico, ma è anche una risorsa fondamentale dell’agricoltura. Inevitabile quindi la soddisfazione di Gaetano Ledda, che sul rilancio del settore ha fatto un vero e proprio “cavallo di battaglia”. «La principale cosa positiva – dice infatti – è che è la prima volta dopo anni e anni che il settore ippico diventa protagonista di apposite riunioni della commissioni e sarà oggetto di una legge specifica. Da tempo immemorabile, infatti, tutte le proposte di legge sul comparto sono state progressivamente sepolte sotto metri di polvere. Questo rinnovato interesse per un settore a lungo dimenticato non può quindi che essere considerato una vittoria per chi di questo settore vive e per chi crede in un comparto che è stato tra i grandi protagonisti, e può esserlo ancora, della storia sociale ed economica della Sardegna».

Certo, come emerso dalle audizioni nel “parlamentino”, ci sono tante cose da chiarire: tra queste il ruolo delle strutture degli ippodromi, le potenzialità turistiche delle ippovie, ma anche - ed è quello che maggiormente interessa gli allevatori e tutto il mondo che ruota intorno all’ippica e all’equitazione - l’attenzione da dedicare all’incremento ippico, ovvero alla valorizzazione delle razze di eccellenza. A dispetto di quanto sostenuto da alcune pur autorevoli voci, pare che sia ormai accettata l’idea che non si può fondare il settore unicamente sulla valorizzazione dell’anglo-arabo sardo. Lo ha detto in audizione il presidente dell’ippodromo di Chilivani Francesco Sionis, che ha sottolineato la necessità di far valere le specificità sarde in altra maniera: soprattutto tramite la creazione di un circuito isolano di corse.

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