Riformatori: piste ciclabili, una telenovela senza fine
Solinas e Corrias all’attacco dell’amministrazione sul progetto in corso da mesi «Non hanno il coraggio di cambiarlo e ammettere gli errori ormai palesi»
SASSARI. «Pista ciclabile: quando la vedremo? E quale sarà il tracciato? Quando finirà questa telenovela?». Tornano all’attacco sul progetto in corso da mesi nelle principali vie cittadine il coordinatore provinciale del Riformatori Michele Solinas e il suo vice Vincenzo Corrias.
«Si leggeva, nel dicembre 2014 – sottolineano – nel sito del Comune alla pagina del Gabinetto del Sindaco: "Ecco allora che nei suoi 8,2 km di lunghezza, il percorso tende a favorire la mobilità dei cittadini attraverso l'uso di un mezzo, la bicicletta". Queste parole appaiono ora beffarde e anacronostiche, rispetto allo stato attuale dei luoghi in cui persistono i cantieri e lo sono per coloro che la bicicletta non la usano (per motivi comunque legittimi), ma anche per coloro, vista la tempistica dei lavori, che invece la potrebbero e vorrebbero utilizzare».
«Insomma non si capisce più quale utenza si vuol soddisfare, anzi in molti esprimono il loro malcontento – continuano Solinas e Corrias – abbiamo letto a più riprese le lagnanze di diversi commercianti per gli impedimenti nell'asse viario soprattutto di viale Italia sottolineando il calo sensibile dei guadagni, abbiamo letto e condiviso come Riformatori Sardi le preoccupazioni per il protrarsi dei lavori che si sarebbero, a dire del Comune, dovuti concludere entro dicembre dello scorso anno, ma, soprattutto, abbiamo espresso le nostre perplessità sulla scelta di un tracciato viario così fortemente provato da altre scelte incomprensibili . Certo, come disse qualche consigliere, "La pista ciclabile non è spuntata fuori da un paio di mesi, la prima volta se n'è parlato nel 2011 e il progetto è stato illustrato nel 2014". Ma che vuol dire, si capisce che le distrazioni si pagano, ma quando ci si rende conto che le soluzioni adottate sono così invasive ed impattanti perché non cercare di migliorarle ad esempio modificando un tracciato. L'edilizia e specialmente quella pubblica è prodiga di esempi di varianti in corso d'opera».
«Questa irremovibilità dei nostri amministratori pare giustificata e sintetizzata nell'affermazione dell'assessore "Vogliamo una città a misura d'uomo e non più a misura di veicolo". Bene se allora l'amministrazione vuole essere coerente con questa affermazione che pare voler marginalizzare l'uso dell'auto, sollevi dai tanti balzelli gli automobilisti sassaresi sottoposti alle gimcane nelle vie strette, ai sommovimenti delle sospensioni dato lo stato degradato dell'asse stradario, sollevi dall'obbligo dei parcheggi a pagamento non sempre agevoli».
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