Abbanoa e disservizi, il giudice di pace dà ragione ai cittadini
Prime sentenze favorevoli agli utenti firmatari del ricorso L’ente gestore è stato condannato a risarcire i danni
SASSARI. Il Giudice di Pace dà ragione a due cittadini turritani che lamentavano i disservizi di Abbanoa per l’erogazione di acqua non potabile per lunghi periodi dell’anno, condannando l’ente gestore al pagamento dei danni patrimoniali e non patrimoniali nei confronti dei due utenti che avevano presentato ricorso. Una notizia che ha creato moderato entusiasmo all’interno dell'associazione “Civiltà è Progresso”, l’organismo creato da volontari che negli ultimi anni ha offerto patrocinio gratuito ai cittadini, attraverso lo staff dei legali, con il più che valido supporto di Adiconsum.
«L’associazione è soddisfatta della sentenza del Giudice di Pace che ha ritenuto valide le richieste di risarcimento contro Abbanoa presentate dai cittadini – dice il presidente di “Civiltà è Progresso Alba Rosa Galleri –, che hanno fatto valere i loro diritti di non pagare l’acqua sporca che sgorgava dai loro rubinetti». Una storia comune alla maggior parte della cittadinanza, comunque, che tra acqua non potabile e ordinanze sindacali aveva purtroppo fatto il callo raggiungendo record negativi difficilmente battibili in Sardegna.
«I due cittadini si erano rivolti all’associazione denunciando da subito la presenza di acqua colorata (e maleodorante) – aggiunge Galleri –, con il danno economico derivante anche dalle grosse quantità d’acqua scaricate dai rubinetti in attesa che ritornasse il colore pulito, che Abbanoa ha invece contabilizzato come acqua buona».
I legali non si sono mai fermati nonostante i momenti di calma apparente sul fronte acqua, monitorando tutte le situazioni che si sono create ai danni della collettività. L’azione più eclatante dell’associazione rimane la class action contro Abbanoa depositata al Tribunale di Cagliari, competente ad esaminare questo tipo di azione, dove “Civiltà è Progresso” descrive minuziosamente la sintesi portata avanti da cittadini-volontari per difendere i diritti di una comunità vittima per tanti anni dei disservizi dall’ente gestore dell’acqua pubblica. Il documento chiede il riconoscimento di un congruo risarcimento agli utenti di Porto Torres che hanno fin qui aderito, e che aderiranno in seguito, per i danni derivanti dalla mancata erogazione di acqua potabile e l’aggravio di spese per l’acquisto di acqua minerale. Nonostante l’acqua sia ritornata potabile secondo i controlli dei parametri da parte dell’Asl, molte famiglie non si fidano ancora e continuano a fare spese supplementari di bottiglie d’acqua per bere e nella preparazione dei pasti. «Aspettiamo buone notizie dalla class action presentata nei mesi scorsi – conclude il presidente dell’associazione –, la cui udienza preliminare è prevista per il 17 marzo, nella speranza che Abbanoa non utilizzi strumenti e artifici che la legge consente per allungare i tempi della giustizia civile».
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