«Sussidi per disoccupati e senza pensione»
Il Consiglio approva la mozione di Era (Cd) che chiede alla Regione di prevedere i bonus in Finanziaria
SASSARI. L’amministrazione comunale si attiverà con la Regione affinchè nella legge finanziaria in via di discussione istituisca un sussidio della durata di 24 mesi finalizzato alla re-inclusione lavorativa in via sperimentale per l'estrema povertà e alle famiglie con un reddito Ise inferiore a 5.000 euro. È stata approvata all’unanimità dal Consiglio, nell’ultima seduta, la mozione presentata da Franco Era (Centro Democratico) e dai consiglieri monogruppo che ha l’obiettivo di concorrere a sostenere le famiglie in una Sardegna che a causa della grave recessione economica si sono trovate senza lavoro e coloro che un reddito non lo hanno mai avuto o che si trovano a non aver maturato nemmeno la pensione. «In altre regioni – afferma Franco Era – si stanno predisponendo interventi per venire incontro ai sempre crescenti casi di povertà: è il caso del Friuli Venezia Giulia dove è stata approvata un legge che prevede questo tipo di sussidio con circa 25 milioni di euro reperiti nel bilancio regionale».
Una legge, quella varata dall’amministrazione guidata da Deborah Serracchiani (Pd) in cui è previsto, spiega ancora il consigliere del Cd, «che il sussidio possa essere erogato al massimo per 12 mesi, con possibile ripetizione, e che in cambio del bonus , i beneficiari aderiscano a un percorso per superare le condizioni di difficoltà del richiedente e del suo nucleo familiare».
Secondo Era il contributo potrebbe partire da un minimo 200 euro a un massimo di 500 a seconda degli indicatori previsti. In un’isola come la Sardegna che è la Regione più svantaggiata d'Italia ma dove il gap con le altre Regioni, nonostante sia stato riconosciuto anche a livello europeo, di fatto non è stato mai compensato, il sostegno ai soggetti in situazione di disagio è indispensabile, anche in considerazione dei gravi atti di autolesionismo posti in essere da persone disperate per la loro situazione economica., è il ragionamento del consigliere.
«Per finanziare l’intervento – propone Era – la Regione può, dopo averlo inserito in bilancio, chiedere il rimborso allo Stato». Se a Cagliari terranno conto di queste indicazioni, si potrebbe dare una speranza a quelle persone che in città sono diverse migliaia e che soffrono per la mancanza di prospettive di lavoro.
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