La Nuova Sardegna

Sassari

Malati di Parkinson senza assistenza: visite impossibili

di Gabriella Grimaldi
Malati di Parkinson senza assistenza: visite impossibili

L’ambulatorio della Neurologia ridotto ai minimi termini Peppino Achene: «In difficoltà per controlli e terapie»

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SASSARI. Uno per uno i servizi più importanti della sanità sassarese vengono cancellati, quasi sempre in silenzio, e senza che ne siano informati i diretti interessati. Così, il fatto gravissimo che l’assistenza a tantissime persone affette da una particolare patologia, o che hanno necessità di una diagnosi, sia stata depennata dal quadro organizzativo di una delle due aziende cittadine, viene scoperto quasi per caso e in modo mortificante dai poveri pazienti. Adesso è la volta del servizio ambulatoriale per gli ammalati del morbo di Parkinson. È dall’inizio dell’anno, infatti, che è diventato impossibile ottenere un appuntamento per una visita di controllo nell’ambulatorio che per anni, all’interno della clinica di Neurologia dell’Aou, ha garantito assistenza a circa 200 pazienti. «Se si prova a chiamare i Cup - afferma il vicepresidente dell’associazione Parkinson Peppino Achene - la risposta è sempre la stessa. In questo momento non è possibile dare appuntamenti, provi a chiamare fra qualche tempo». Risposte che hanno lasciato di stucco le persone che fino alla fine dell’anno scorso potevano contare su controlli costanti e frequenti, vista la gravità di tanti casi che richiede l’aggiornamento della terapia o l’aggiunta di qualche nuovo farmaco per arginare l’avanzare di un morbo neurodegenerativo.

«Di punto in bianco - continua Achene - ci ritroviamo senza alcuna assistenza. In pratica abbandonati ai nostri problemi mentre da voci di corridoio veniamo a sapere che il medico che ci seguiva da sempre, il dottor Kai Paulus, ha diminuito drasticamente le ore di ambulatorio perché impegnato in corsia». A quanto sembra i giorni in cui i medici ricevono i pazienti si sono ridotti a uno a settimana mentre prima erano quattro, ecco perché risulta ormai difficile avere un appuntamento. E sarebbe tutta colpa del blocco del turnover voluto dalla Regione, per cui se un medico va in pensione non viene sostituito e chi resta deve coprire comunque tutti i servizi. Un vero e proprio schiaffo per i malati che a Sassari hanno fondato un’associazione che porta il nome del morbo impegnata su tanti fronti: dalla ricerca di fondi alla promozione di attività di laboratorio e di riabilitazione per chi ha perso funzionalità importanti a causa di questa insidiosa malattia.

Sulla questione intervengono anche i sindacati che stanno seguendo le peripezie dei malati di Parkinson: «Lasciare persone in queste condizioni senza assistenza è vergognoso - dice con forza Armando Ruzzetto, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica -. Chiediamo che la direzione generale dell’Aou trovi immediatamente una soluzione per fare in modo che i pazienti possano essere seguiti con efficienza, così come è nei loro diritti.Qualcuno non ha ancora compreso che c’è bisogno di cultura della salute e non della pratica basata solo sulla patologia, una pratica infinitamente più costosa. Vigileremo affinché ai malati di Parkinson siano garantite le diagnosi, le visite di controllo e le terapie più adeguate».

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