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Sassari

Elezioni Aci, nuovo “no” del Tar «Non si terranno nemmeno il 18»

Elezioni Aci, nuovo “no” del Tar «Non si terranno nemmeno il 18»

Il tribunale amministrativo accoglie il secondo ricorso della lista contrapposta al presidente Mundula Non si placano le polemiche intorno al rinnovo del consiglio direttivo dell’Automobile Club d’Italia

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SASSARI. Sembra non avere tregua la “diatriba” all’interno dell’Aci di Sassari. Per la seconda volta il Tar blocca le elezioni del consiglio direttivo. Il giudice amministrativo, accogliendo il nuovo ricorso presentato dalla lista contrapposta a quella dello storico presidente Stefano Mario Mundula, ha infatti sospeso le elezioni fissate per il prossimo 18 marzo.

Ma per capire bisogna fare un passo indietro. La vicenda degenera lo scorso novembre quando la commissione elettorale dell’Aci, dopo varie sedute, decide di escludere la lista che sfida Mundula per alcune irregolarità procedurali sull’autenticazione delle candidature. Loro fanno prima un ricorso all’Aci nazionale, che manda un’ispezione il 31 dicembre il cui esito non è ancora chiaro. E poi si rivolgono al Tar, che blocca le elezioni in calendario il 15 gennaio e fissa la decisione nel merito per il 10 febbraio. Per poi far slittare tutto al 24 febbraio.

Prima però arriva il colpo di scena di Mundula che decide di riammettere, qualunque sia la pronuncia del tribunale, la lista esclusa, e avvisa: «Ci sono interessi forti dietro queste elezioni. Ma io non sono uno che si tira indietro. E all’accusa di aver fatto fuori gli avversari per non voler competere, rispondo ammettendo che la procedura sull’autentica delle sottoscrizioni dei candidati e dei presentatori per quanto legittima era particolarmente restrittiva rispetto a quanto fanno altri Aci in Italia. E quindi faccio un passo indietro e riammetto la lista esclusa». Su quali siano questi interessi forti spiega: «È evidente che si tratta del patrimonio immobiliare dell’Aci sassarese, unico nel suo genere. Che ne fa una potenza a livello regionale».

Ora la sospensiva del Tar mette un importante freno al cambiamento del consiglio direttivo. Nessuna votazione il 18 marzo e, prima che arrivi la sentenza del tribunale amministrativo, passerà certamente del tempo.

È una delle più grosse bagarre precongressuali quella che da qualche mese sta andando in scena a Sassari. E che riguarda un club, o meglio un ente pubblico non economico, che affonda le sue radici nella fine dell’800 e conta oltre un milione di soci. L’Automobile Club d'Italia, quest'anno dovrebbe rinnovare la sua dirigenza in carica a Sassari dal 2012. Si tratta di uno degli Aci provinciali più noti e potenti, nato nel 1926 e portato agli onori delle cronache dal suo storico e vulcanico presidente don Franco, che lo guidò ininterrottamente dal 1951 per 40 anni, creando negli anni '60 un vero e proprio impero. Risale agli anni del boom la creazione della rete degli impianti di carburante tutt’ora in gran parte esistente, come pure la creazione del campeggio La Mariposa ad Alghero e la costruzione della nuova sede principale dell'Ente, in viale Adua a Sassari, anch’essi ancora di proprietà del Club. È comprensibile, quindi, come l’attenzione sia massima.

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