L’amara storia delle donne streghe
Successo per la rappresentazione della compagnia teatrale
OSILO. «Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella. Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, … sono io!». È il prologo al dramma “Streghe. Historia maleficarum”, portato in scena con uno straordinario successo dalla Compagnia cinema teatro Osilo. Una storia scritta da Sandro Conte e adattata da Giovanni Loriga, che narra dell’Inquisizione, della persecuzione di donne che altra colpa non avevano se non quella di vivere la loro vita, a tratti fuori dagli schemi dall’oscurantismo religioso. Un lavoro corale e complesso per gli attori della Compagnia Osilo che si dimostrano dilettanti solamente sulla carta. Sono le cinque “streghe”: Sara Perantoni, Giovanna Canalis, Maria Gavina Fadda, Nora Runchina e Ica Sanna; i due dell’Inquisizione, Giovannino Loriga e Salvatore Loriga, la donna lupo Sara Ruiu, il diavolo Massimo Ruiu, il gruppo di ballo “No harem”. La storia è quella di cinque donne catturate in un vortice kafkiano dalla volontà perversa e fanatica di coloro che davvero davano la “caccia alle streghe”. E così si compie quel destino che fin dall’inizio appariva inevitabile, al rogo le cinque “streghe”, non prima, però, del loro grido di libertà, della loro rivendicazione del diritto all’amore, alla gioia, alla vita. La regia era di Giovanni Loriga, le scene di Massimo Ruiu e Gianfranco Migheli, il trucco di Elisa Vecciu, le coreografie di Sara Ruiu, le scelte musicali di Salvatore e Giovanni Loriga, i suoni di Giammario Fattacciu. (m.b.)
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