Bomba al molo di ponente, ma era una esercitazione
PORTO TORRES. Forze dell’ordine presenti in gran numero ieri mattina all’interno dello scalo marittimo per un’esercitazione di security portuale tesa a saggiare la prontezza operativa e le capacità...
PORTO TORRES. Forze dell’ordine presenti in gran numero ieri mattina all’interno dello scalo marittimo per un’esercitazione di security portuale tesa a saggiare la prontezza operativa e le capacità di intervento di uomini e mezzi destinati alla sicurezza degli impianti portuali.
L’esercitazione - prevista dalla normativa internazionale europea e nazionale - ha avuto come scenario la presenza di un ordigno nel molo di Ponente: obiettivo degli attentatori era quello di provocare un’esplosione, causando il danneggiamento anche della nave passeggeri Sharden ormeggiata nella banchina.
Dopo aver sospeso le operazioni di sbarco dalla nave ed evacuato l’intera zona, sul posto è intervenuto un artificiere del Comando provinciale dei carabinieri di Sassari: il militare molto abilmente e con l’ausilio di un robot meccanizzato, ha attivato tutte le procedure finalizzate alla ricerca e al successivo disinnesco dell’ordigno esplosivo, che veniva ritrovato nascosto tra i due bagni chimici presenti sulla banchina.
Alle operazioni, coordinate dalla Capitaneria di porto, hanno partecipato la compagnia dei carabinieri di Porto Torres e il Comando provinciale con l’intervento degli artificieri, la polizia di Stato, una pattuglia della guardia di finanza della tenenza di Porto Torres, il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Sassari e i mezzi navali della Guardia costiera della Capitaneria turritana. (g.m.)
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