La Nuova Sardegna

Sassari

Degrado a Chilivani, il rione finisce sul tavolo regionale

di Barbara Mastino

Promotore della segnalazione il capogruppo di Sel Cocco Tra i tanti disagi strade dissestate e servizi inesistenti

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OZIERI. Ha avuto un immediato riscontro, ed è diventato oggetto di una segnalazione presentata al consiglio regionale dal capogruppo di Sel Daniele Cocco, l’appello per un’immediata risoluzione alle tante problematiche che affliggono il quartiere di Chilivani apparso nei giorni scorsi su queste pagine. La segnalazione, portata all’attenzione dell’opinione pubblica dall’esponente del Partito dei Sardi Davide Giordano, fattosi portavoce delle tante segnalazioni dei residenti del rione, è quindi subito giunto sul tavolo della Regione, chiamata da Cocco a farsi carico dei disagi del quartiere anche alla luce delle nuove norme. In particolare della legge regionale di riordino delle autonomie locali, che, come ricorda Cocco nel suo testo, sancisce tra i capisaldi «il principio della valorizzazione di tutto il territorio regionale e la promozione di politiche di pari opportunità all’accesso ai servizi, evitando la disparità tra i territori, allo scopo di garantire lo sviluppo e l’equilibrio socio-economico delle comunità locali».

È in base a questo principio, dice il capogruppo di Sel, che la Regione deve immediatamente occuparsi di Chilivani, emblema di quelle tante realtà periferiche, abbandonate e a rischio spopolamento, con i suoi appena 300 abitanti attuali. Occorre quindi un immediato intervento per sanare le tante problematiche, che Cocco enuncia sommariamente nella sua interrogazione: a cominciare dalle «strade diventate impraticabili in conseguenza di una manutenzione inesistente, soprattutto in seguito ai lavori eseguiti da Abbanoa che oltre due anni dopo aver terminato le opere di sostituzione delle condotte, non ha mai ripristinato il manto stradale». L’elenco di disagi che Cocco porta all’attenzione della Regione riprende quello presentato da Giordano - e più volte da tanti residenti - continua con la chiusura («a causa del procrastinarsi di lavori di sistemazione») dell’edificio che ospitava la scuola ormai soppressa; l’assenza di una ludoteca o spazi di aggregazione dove i numerosi bambini possono andare a svagarsi; le case popolari assegnate senza impianti di riscaldamento e gli impianti elettrici non a norma; l’avvenuta chiusura della stazione dei carabinieri (soppressa nel 2012) che ha portato con sé l’assenza di un presidio delle forze dell’ordine; la mancanza di altri servizi fondamentali come lo studio del medico di base e l’ufficio postale; le gravi carenze nei servizi di trasporto essenziali come quello dei pullman sia per i residenti sia per i pendolari dalla stazione ferroviaria, che attendono ore e ore per arrivare a Ozieri che pure dista pochi chilometri. «Una situazione gravissima – conclude – in evidente conflitto con i principi enunciati dalla legge regionale».

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