Studenti cineoperatori realizzano un cortometraggio sul bullismo
Nulvi, il centro culturale di Giulzi ha ospitato l’iniziativa del “Gruppo ragazzi” dell’oratorio In giro per il paese hanno raccolto le testimonianze dei giovani e hanno costruito un breve film
NULVI. Nei giorni scorsi il centro culturale di Giulzi ha ospitato una simpatica iniziativa del “Gruppo Ragazzi” dell’oratorio parrocchiale che, in modo davvero sorprendente, hanno affrontato con semplicità e schiettezza un argomento invece piuttosto complesso e difficile: il fenomeno del bullismo.
E sono stati proprio gli studenti che frequentano la prima media, coordinati da Marta Pala, Tania Brozzu e Nadia Brozzu, a realizzare una serie di elaborati su questo delicato tema che vede proprio i giovani come principali protagonisti nelle vesti di vittime o “carnefici”. In particolare gli studenti hanno realizzato un originale cortometraggio (girato con i loro stessi telefonini e montato con particolare maestria) che ha affrontato il fenomeno in modo allegro ma anche deciso, attraverso le testimonianze degli stessi scolari, i racconti e le interviste realizzate in paese.
Purtroppo il fenomeno del bullismo resta ancora incomprensibilmente sottovalutato e tende a dilagare anche nelle piccole realtà e non solo quindi nelle città metropolitane e spesso è la manifestazione di un vero e proprio malessere sociale, sia per coloro che commettono atti così deplorevoli verso i loro coetanei sia per coloro che li subiscono. I primi in quanto a rischio di problematiche antisociali e devianti, i secondi in quanto rischiano una eccessiva insicurezza caratteriale che può sfociare in sintomatologie anche di tipo depressivo.
Una recente indagine effettuata nella scuole superiori ha evidenziato che un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologia e fisica e il 33% è una vittima ricorrente di abusi. Le conseguenze del bullismo sono notevoli e spesso persino irreparabili perché il danno per l’autostima della vittima si mantiene nel tempo e induce a perdere la fiducia verso le istituzioni sociali come ad esempio la scuola e persino la famiglia. Ecco quindi che parlarne e magari affrontare il problema con il sorriso dei ragazzi non può che stimolare il dibattito e il confronto ed evidenziarne i pericoli e ovviamente non può che invogliare i giovani ad assumere comportamenti responsabili e corretti verso i loro coetanei e più in generale verso il prossimo. Si può fare iniziando appunto - come hanno affermato i piccoli protagonisti dell’iniziativa - a sconfiggere il bullismo.
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