Il M5S: «Ai disoccupati i terreni comunali agricoli incolti»
SASSARI. Arriva dai consiglieri del M5S Desirè Manca, Maurilio Murru e Marco Boscani la richiesta di ricognizione delle aree e degli edifici rurali di proprietà comunale da destinare all’uso agricolo....
SASSARI. Arriva dai consiglieri del M5S Desirè Manca, Maurilio Murru e Marco Boscani la richiesta di ricognizione delle aree e degli edifici rurali di proprietà comunale da destinare all’uso agricolo. Un censimento dei terreni abbandonati, incolti e/o adibiti a verde pubblico da concedere a uso gratuito a tutti coloro che dalle liste di collocamento risultano disoccupati o inoccupati.
Una proposta che nasce da una serie di valutazioni messe nero su bianco nella mozione dei consiglieri: prima fra tutte il tasso di disoccupazione nella provincia di Sassari «che si attesta intorno al 22% di cui il 40% viene rappresentato dai giovani, il 12% maschi, il 13% dal sesso femminile. Nel contesto del territorio non urbanizzato le aree a uso agricolo possono rivestire una rilevanza strategica, sia come risorsa ambientale (conservazione del paesaggio e prevenzione del dissesto idrogeologico), sia economica nella prospettiva di promozione di nuovi posti di lavoro». Elencano una serie di dati aggiornati secondo cui «i cittadini disoccupati e inoccupati in cerca di occupazione iscritti ai Centri dei servizi per il lavoro della Regione Sardegna, risultano essere circa 500mila. Tra questi, quasi l’80% degli iscritti è un disoccupato di lunga durata che cerca lavoro da oltre 24 mesi; rispetto all’età, il 25% delle persone in cerca di occupazione che si rivolgono ai servizi si concentra nella fascia anagrafica 35-44 anni, mentre quasi il 20% ricomprende i lavoratori adulti, ossia gli over 55, espulsi dal mercato del lavoro».
Va poi considerato che «l’agricoltura nelle aree periurbane va assumendo nuove caratteristiche multifunzionali rivolte alla fornitura di prodotti di qualità a filiera corta. L’articolo 44 della Costituzione stabilisce come fine quello di "conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali" e stabilisce inoltre che l’ordinamento "promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive». Ecco perché «il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a dare mandato alla giunta a effettuare la ricognizione delle aree e degli edifici rurali di proprietà comunale da destinare all’uso agricolo e a predisporre un idoneo strumento regolatore che tenga conto fra l’altro della salvaguardia del territorio e della prevenzione della salute umana vietando l’uso di prodotti fitosanitari. E a studiare un regolamento per la concessione ai disoccupati».
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