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Asinara, la tassa di sbarco chiesta da Porto Torres non sarà istituita

Asinara, la tassa di sbarco chiesta da Porto Torres non sarà istituita

Il ministero boccia la proposta del Comune di far pagare un’imposta ai turisti che arrivano sull’isola

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PORTO TORRES. Non è possibile istituire nel 2016 un nuovo tributo come la tassa di sbarco – proposta dall’amministrazione comunale per i non residenti che si imbarcano per l’Asinara - oppure ridurre le agevolazioni esistenti.

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Lo ha chiarito il dipartimento delle Finanze, definendo così la portata della legge di stabilità 2016 che ha previsto la sospensione dell'efficacia degli aumenti dei tributi e delle addizionali. La scelta dell'ente locale di introdurre un nuovo tributo come l'imposta di soggiorno, infatti, verrebbe a generare un aumento della pressione fiscale in un momento di forte e generalizzata crisi economica.

Il sindaco Sean Wheeler e l’assessore alle Finanze Donato Forcillo avevano perorato la possibilità di introdurre un contributo di sbarco per i visitatori non residenti che volevano recarsi sul Parco nazionale dell’Asinara, soprattutto nei periodi di maggior flusso turistico, forti di quanto riferito loro all’assemblea dell’Ancim di Roma. In quella sede ai due amministratori locali era stato detto che Porto Torres era tra i pochi comuni con isole minori a non applicare la legge che prevede l’applicazione della tassa di sbarco sull’isola dell’Asinara.

«Abbiamo avuto conferme che non ci sono ostacoli e che è assolutamente condivisibile la nostra scelta di usufruire di questa possibilità per migliorare i servizi rivolti ai turisti», aveva detto il primo cittadino.

Qualche mese fa c’era stato anche un botta e risposta al vetriolo tra i due sindaci rivieraschi Sean Wheeler e Antonio Diana: il primo non voleva ingerenze esterne sulle proprie politiche finanziarie, perché «l’Asinara è un quartiere della nostra città e lo amministriamo autonomamente come tutti gli altri quartieri», mentre il sindaco di Stintino assicurava invece (in caso di applicazione della tassa di sbarco) di alzare le barricate sulla eventuale proposta.

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A introdurre l’argomento del contributo di sbarco era stata la commissione Asinara – motivando che ogni anno il Comune spende per l’Asinara centinaia di migliaia di euro per raccolta rifiuti, emergenze legate all’acqua e allo smaltimento reflui e per il finanziamento del servizio medico stagionale -, che aveva poi incontrato gli operai che lavorano sul parco trovando diverse resistenze per una novità che sarebbe stata difficile da capire e anche condividere nei mesi dove l’isola è presa letteralmente d’assalto dai visitatori. A sgombrare il campo dagli equivoci ci ha pensato il ministero dell’Economia che, richiamando la deliberazione 35/2016 della Corte dei conti Abruzzo, ha escluso categoricamente la possibilità di introdurre la tassa di soggiorno anche se non colpisce i residenti del Comune. (g.m.)

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