La Madonnina mostra il suo volto
Il quadro-simbolo del vecchio ospedale torna all'antico splendore dopo un meticoloso restauro
SASSARI. I sassaresi di una certa età, e di buona memoria, lo ricordano appeso alla facciata del vecchio ospedale di piazza Fiume. Quando qualche anno fa furono avviati i lavori di ristrutturazione, il dipinto venne smontato, sistemato in un angolo e quasi dimenticato. Di recente la Soprintendenza, dopo un meticoloso restauro, lo ha riportato all'antico splendore e a breve il volto della Santissima Annunziata tornerà a decorare lo storico edificio che da qualche anno ospita la biblioteca universitaria.
Il quadro, interamente recuperato dopo un laborioso intervento, è stato esposto per la prima volta mercoledì sera e l'evento è stato fatto coincidere volutamente con la ricorrenza della festa dedicata alla Santissima Annunziata. Durante i lavori non sono mancate le sorprese, infatti il team di tecnici della Soprintendenza, coordinato dalla restauratrice Francesca Mureddu, una volta aperta la teca lignea che custodiva la tela ha scoperto che insieme al dipinto c'erano anche tre ex voto in oro, ormai deformati e sporchi, per via della prolungata esposizione, ma ancora recuperabili. La storia del dipinto è in parte avvolta da un alone di mistero tenuto conto del fatto che a oggi, l'autore, è ancora ignoto.
«Sul piano artistico - spiega Viviana Tarasconi, direttrice della biblioteca universitaria - il quadro non ha un grande valore se non quello simbolico e sicuramente affettivo attribuito dai cittadini, dai pazienti e dal personale che ha lavorato negli anni nel vecchio ospedale». Certo è che l'opera, che ritrae il volto orante dell'Annunziata, risale almeno ai primi dell'Ottocento ed è ragionevole supporre che sia nata con l'ospedale. «Per anni - fa notare Francesca Mureddu nella guida storico-artistica pubblicata dopo il trasferimento della biblioteca - ha resistito al tempo trascorso sulla facciata esposta a nord-est, al sole e alle intemperie e all'implacabile luce delle lampadine disposte a contorno della teca». Gli anni, l'esposizione agli agenti atmosferici e qualche intervento quanto meno discutibile hanno reso il restauro particolarmente difficile e complesso a causa delle incrinature, delle lacerazioni e della frammentazione del supporto ormai indurito dal calore e dal tempo. La tela è stata sottoposta a un trattamento di reidratazione che ha permesso di ricongiungere le parti lacerate e di recuperare le misure originali(74x60). I frammenti sono stati riposizionati e nelle lacune è stata ricostituita la carta di supporto. «Il reintegro pittorico - precisa la restauratrice - ha rispettato l'esistente con la minima interferenza possibile nei materiali e nelle tecniche, per recuperare l'interezza storica dell'opera». L'intervento di restauro ha interessato anche la cornice e il tutto è stato fatto nel rispetto della filologia del quadro. Una meticolosa pulitura ha permesso, infine, di riavere finalmente il dipinto che, a breve, sarà appeso nell'ampio vano d'ingresso, al centro del doppio scalone che dal piano terra porta ai piani superiori dell'edificio. Il quadro, di proprietà dell'Asl, è vincolato dalla Soprintendenza e in virtù di questo non potrà essere spostato dalla sede originaria.
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