Crisi, il Sassarese verso lo sciopero generale
Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per domani gli stati generali. Critiche alla Regione: «Ora basta!»
SASSARI. Un percorso di forte mobilitazione che deve portare alla proclamazione della sciopero generale del territorio.
Nel momento sicuramente più triste e difficile del Sassarese, con la crisi che sta desertificando il tessuto economico e sociale e mettendo a dura prova la resistenza delle famiglie, il sindacato rialza la testa e prova a rilanciare una vertenza concreta. A cominciare da un confronto deciso con la giunta regionale.
Per questo - domani alle 9,30 nella sala dell’Hotel Grazia Deledda - è stata convocata l’assemblea generale dei quadri di Cgil, Cisl e Uil. Per sottolineare il valore dell’iniziativa, è prevista la presenza dei segretari generali Francesca Nurra, Gavino Carta e Giuseppe Maccioccu e delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil.
La mossa del sindacato avviene in una fase particolarmente delicata, con la crisi occupazionale giunta al punto più critico, con il limite di rottura sempre più vicino e una condizione di povertà diffusa che sta generando una vera e propria emergenza sociale.
«Lavoratori, pensionati, disoccupati, vecchi e nuovi poveri, tutti relegati in un limbo senza futuro – sottolineano i segretari di Cgil, Cisl e Uil – , senza lavoro, senza assistenza, senza solidarietà, con istituzioni incapaci di fornire una risposta e una via d’uscita da una situazione ormai di vero e proprio dramma».
Secondo il sindacato, le risposte fin qui fornite dalla politica e dalle istituzioni, a partire dalla giunta regionale «sono per larga parte inconsistenti, se non in taluni casi del tutto inesistenti».
E le proposte di riforma fin qui emanate «determinano tagli a strutture e organizzazioni, mirando unicamente al contenimento costi, con l'unico risultato di ridurre l’offerta di servizi sul territorio e nell’isola, senza offrire valide alternative». Un dialogo fatto di richieste disattese e di appuntamenti mancati, quello con la Regione, e ora si va verso una grande mobilitazione che metta al centro il lavoro e la solidarietà sociale per le famiglie.
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