Patenti facili, il pm chiede di retrodatare i reati
SASSARI. Il pubblico ministero Paolo Piras ha chiesto al giudice che sia anticipata la data di commissione del reato in linea con gli accertamenti effettuati in fase investigativa. In questo caso...
SASSARI. Il pubblico ministero Paolo Piras ha chiesto al giudice che sia anticipata la data di commissione del reato in linea con gli accertamenti effettuati in fase investigativa. In questo caso retrodatare significa dichiarare il reato prescritto.
Sarà questo l’esito del processo a carico di centoundici persone rinviate a giudizio ad aprile del 2013 al termine dell’inchiesta della Procura di Sassari sulle cosiddette «patenti facili». Il lavoro della questura sassarese – partito nel 2010 – si era concentrato attorno ad alcune scuole guida della città dove, secondo la polizia, era stato organizzato un vero e proprio traffico di licenze, con tanto di presunta corruzione di funzionari della Motorizzazione civile che avrebbero fornito aiuti preziosi, come le dritte sui test ai candidati. Le indagini della Procura della Repubblica di Sassari avevano ricostruito un presunto commercio di patenti, obiettivo di un ipotetico scambio di soldi o «altra utilità» - come scriveva all’epoca dei fatti il pm Michele Incani - tra candidati evidentemente non così sicuri di passare l’esame e impiegati della Motorizzazione. Il tutto attraverso – è sempre la ricostruzione dell'allora sostituto procuratore – i titolari di alcune autoscuole. Un maxi processo che ha coinvolto, nella difesa degli imputati, decine di avvocati. Ma che, come è emerso nell’udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Elena Meloni, va verso la prescrizione. Salvo che per 4 imputati ai quali è contestato il reato di falso per aver apposto in alcune carte di circolazione il tagliando di avvenuta revisione mentre in realtà non era stata effettuata. I restanti capi di imputazione nei prossimi mesi andranno prescritti. Nell’udienza di ieri sono state infatti verificate le date di commissione dei reati per ciascuno degli imputati anche se qualcuno ha già annunciato di voler rinunciare alla prescrizione per arrivare a un’assoluzione piena. Il 15 luglio – a questa data è stato rinviato il processo – il giudice potrebbe già emettere una sentenza di prescrizione e il processo a quel punto andrebbe avanti solo per i 4 accusato di falso.
L’inchiesta aveva creato non poco scalpore in città e nel circondario. Patenti di guida A e B sarebbero state elargite con troppa generosità nel 2008 e infatti al termine delle indagini, all'inizio del 2010, sei tra funzionari della Motorizzazione e titolari di autoscuole, erano finiti in manette: tre in carcere, gli altri ai domiciliari (tutti liberati dopo poco). Poi era scattata la caccia alla patente taroccata e le posizioni si erano moltiplicate fino a contare 111 indagati con differenti capi di imputazione. Un elenco che aveva coinvolto tanti automobilisti ma soprattutto fatto tremare mezza Sassari. In molti casi, però, le accuse erano state ridimensionate se non cadute completamente. Ad alcuni impiegati della Motorizzazione e titolari di autoscuola era stata contestata l’associazione a delinquere, mentre la gran parte dei candidati doveva rispondere di corruzione. (na.co.)
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