Dal sottosuolo affiorano 30mila litri di combustibili
Thiesi, prosegue l’opera di bonifica del terreno inquinato e riserva sorprese Inchiesta della magistratura in corso per risalire all’origine del disastro
THIESI. Si sta rivelando una bomba ecologica lo sversamento di olio combustibile affiorato in un terreno privato nell’abitato di Thiesi: le bonifiche che stanno proseguendo da diverse settimane, hanno messo finora allo scoperto la presenza di trentamila litri di gasolio che dopo essersi dispersi nel sottosuolo sono poi affiorati in una zona ricca d’acqua vicino a un corso d’acqua affluente del Bidighinzu. Da dove provengano però, non è ancora chiaro.
L’impresa incaricata dal Comune sta operando nella zona per eliminare l’ingente quantitativo di inquinante. Era la metà del mese di marzo quando il fenomeno si è verificato a valle del palazzo comunale, nella zona di S’Ortu de Palatu e sotto un costone roccioso: improvvisamente da una fontana ha cominciato a sgorgare un liquido nero che si è esteso per un ampio tratto della superficie della proprietà di Gavino Murru.
Dopo l’ispezione delle guardie forestali e dei vigili urbani sollecitati dall’allarme lanciato dallo stesso proprietario del terreno, l’area era stata delimitata e posta sotto sequestro giudiziario. Gli agenti del Corpo forestale hanno inviato un ricco dossier fotografico e un dettagliato rapporto alla Procura del tribunale di Sassari che ha aperto un’inchiesta per danni ambientali. E da allora sono cominciate le operazioni di bonifica che ogni giorno riservano nuove sorprese: l’olio industriale non sembra mai finire. La ruspa della ditta specializzata lo stocca in bidoni da 200 e mille litri che una volta riempiti vengono portati allo smaltimento. E poi si riprende per evitare che quel liquido nero raggiunga, se non lo ha già raggiunto, il rio Badde Serena e provochi ulteriori e irreparabili danni.
L’intervento viene seguito dalla stessa Forestale e sopralluoghi sono stati eseguiti anche da tecnici della Provincia, che ha specifiche competenze in materia ambientale, per verificare la situazione. Campioni raccolti nella fonte e sul terreno sono già stati analizzati dall’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente, e gli esami eseguiti nei laboratori sassaresi hanno confermato che si tratta di idrocarburi.
Adesso le indagini dovranno verificare la fonte di inquinamento. Il terreno, che si estende per tre ettari, si trova a ridosso dell’abitato e nelle vicinanze di alcune industrie situate a poche centinaia di metri. L’ipotesi è possa provenire da una perdita di un serbatoio che comunque non è stato ancora individuato.
Quello che è certo, invece è che nel terreno invaso dall’olio nero di serbatoi non ce ne sono. (p.f.)
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