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Sassari, sport negato ai bambini di via Cilea

Luca Fiori
Sassari, sport negato ai bambini di via Cilea

La palestra della primaria impraticabile da 6 anni nonostante le promesse del Comune

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SASSARI. Centosessanta bambini della scuola primaria e dell’infanzia di Cilea, ai confini tra i quartieri di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa, stanno crescendo senza aver mai messo piede in palestra. Da sei anni, dopo l’intervento dei vigili del fuoco, la struttura è stata dichiarata inagibile a causa delle infiltrazioni d’acqua e da sei anni il dirigente scolastico, gli insegnanti e i genitori dei bambini che frequentano il complesso che fa capo al Dodicesimo e Tredicesimo circolo, ricevono promesse che nessuno ha ancora mantenuto.

«Nell’ultimo incontro avuto a febbraio con il sindaco Nicola Sanna - spiega amaramente il dirigente scolastico Antonio Luigi Tedde - ho fatto presente che la nostra è un’utenza fragile e che uno scippo di questo tipo, per un diritto sacrosanto come quello allo studio è alquanto grave». La battaglia per garantire ai bambini che frequentano la scuola di via Cilea gli stessi diritti e le stesse possibilità dei coetanei degli altri quartieri, era iniziata subito dopo la chiusura forzata della palestra, ora invasa da acqua e muffa.

Alla fine del 2010 il dirigente scolastico aveva segnalato al Comune che l’impianto sportivo e l’ambulatorio di Medicina scolastica erano stati resi inagibili dalle abbondanti piogge e chiesto all’amministrazione comunale che i lavori venissero eseguiti con la massima urgenza. Dopo alcuni sopralluoghi di tecnici e amministratori, Palazzo Ducale aveva reperito dei fondi attraverso il Ministero, ma i lavori si erano bloccati dopo la ristrutturazione dell’ala della scuola che ospita le aule: anche quella rimasta danneggiata.

Il dirigente e gli insegnanti avevano continuato a scrivere al Comune e a novembre del 2014, durante una visita del sindaco Nicola Sanna e dell’ex assessore alle Politiche educative Maria Francesca Fantato avevano mostrato le condizioni vergognose in cui versava la palestra, ottenendo anche in quell’occasione promesse per una rapida soluzione. Promesse ribadite un anno dopo (dicembre 2015) dall’assessore Maria Vittoria Casu che ha preso il posto della Fantato.

«Nel mentre - aggiunge il dirigente scolastico - abbiamo raggiunto un accordo con il Coni per un progetto che si chiama “Sport di classe”, nato per favorire i processi educativi e formativi delle giovani generazioni attraverso l’attività sportiva. Proviamo ad andare avanti chiedendo ospitalità ad altre scuole, ma ci sentiamo scippati e i nostri bambini non lo meritano».

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