La Nuova Sardegna

Sassari

Sassari, a fuoco un negozio di frutta e verdura a Sant’Orsola

di Gianni Bazzoni
Sassari, a fuoco un negozio di frutta e verdura a Sant’Orsola

Gli incendiari hanno versato liquido infiammabile da una finestra sul retro del locale in via Cesaraccio, poi il rogo. Indagini dei carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Attentato incendiario contro un negozio di frutta e verdura, martedì notte, nel quartiere di Sant’Orsola, in via Cesaraccio.

Le fiamme sono state appiccate versando liquido infiammabile da una finestra sul retro dell’attività commerciale, dove gli attentatori hanno potuto agire indisturbati, senza essere notati da automobilisti di passaggio. I danni sono rilevanti, anche se coperti da assicurazione. Sul grave fatto stanno svolgendo le indagini i carabinieri della compagnia di Sassari guidati dal capitano Fabio Melci.

L’allarme è stato dato a mezzanotte e mezza da alcuni residenti della zona che hanno notato le fiamme che si sono progressivamente sviluppate dentro il negozio «Moscardino al pomodoro», molto attivo nel quartiere, nella centralissima via Cesaraccio.

In pochi attimi sono arrivati sul posto i vigili del fuoco che hanno avviato le operazioni di spegnimento e una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile.

La situazione è tornata sotto controllo appena i vigili del fuoco sono riusciti a circoscrivere le fiamme e ad evitare conseguenze ancora più gravi, con possibili rischi anche per gli abitanti del palazzo dove si trova l’attività commerciale.

«Moscardino al pomodoro», un marchio presente anche in altre zone della città, è gestito da una coppia Cristian Dau e Giovanna Pireddu, di 43 e 42 anni, sassaresi. I due sono già stati sentiti dai carabinieri e hanno formalizzato la denuncia contro ignoti.

Ai militari hanno raccontato di non avere alcun sospetto e soprattutto di non avere mai ricevuto ricatti e minacce di alcun genere.

L’attività investigativa è già cominciata, anche con l’apporto dei colleghi del nucleo operativo della compagnia. Si cercano elementi utili anche dalle telecamere della zona che potrebbero avere ripreso gli incendiari al momento dell’arrivo in via Cesaraccio o subito dopo il raid. E si attendono le perizie eseguite dai tecnici dei vigili del fuoco.

Per ora l’unica certezza è che non si è trattato di un evento accidentale e che gli incendiari hanno utilizzato una discreta quantità di liquido infiammabile versato direttamente da una finestra sul retro che era protetta dalle sbarre, Poi hanno dato fuoco e sono scappati.

I carabinieri sembrano escludere l’ipotesi dell’estorsione e lavorano su più fronti, prendendo in esame anche i fatti più recenti che si sono verificati a Sant’Orsola con incendi che hanno riguardato auto e moto e - in precedenza- anche qualche attività commerciale.

Difficile - in questa prima fase - stabilire che cosa possa celarsi dietro l’attentato incendiario. Gli investigatori sentiranno di nuovo i titolari dell’attività commerciale, forse anche per valutare meglio alcune situazioni recenti che potrebbero essere state sottovalutate. Si guarda alla sfera privata, ma anche a quella lavorativa del titolari del negozio di frutta e verdura.

E si cerca di capire se qualcuno possa avere notato, anche casualmente, gli incendiari a Sant’Orsola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative