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Sassari

Non aggredì il suo legale, assolto 42enne di Olmedo

di Nadia Cossu
Non aggredì il suo legale, assolto 42enne di Olmedo

Scagionato l’impiegato accusato di aver picchiato l’avvocato di famiglia L’imputato si era difeso: non l’ho mai toccato. Per il giudice «il fatto non sussiste»

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OLMEDO. A distanza di sei anni si chiude il processo a carico di Efisio Costantino, l’impiegato di Olmedo di 42 anni finito a giudizio con le accuse di lesioni, violenza privata, danneggiamento. Reati per i quali due giorni fa è stato assolto dal giudice Teresa Castagna «perché il fatto non sussiste».

L’episodio contestato risaleal 2010 quando l’avvocato Antonio Mario Forteleoni – che nel frattempo è deceduto – aveva raccontato ai carabinieri il brutto quarto d’ora vissuto nel suo studio, in viale Mancini, a Sassari. Efisio Costantino si sarebbe presentato senza appuntamento intorno alle 11.30 «dimostrando subito pessime intenzioni», aveva spiegato il legale. Stando alle accuse, infatti, Costantino avrebbe insultato il legale e lo avrebbe sbattuto contro il muro più volte impedendogli di uscire dalla stanza e di telefonare. Dietro l’aggressione ci sarebbe stata – sempre secondo il racconto dell’accusa – la conclusione di una controversia legale che riguardava un familiare di Costantino.

A quanto pare l’imputato non aveva gradito alcuni aspetti della causa e, come accade in questi casi, aveva chiesto all’avvocato di restituirgli le carte. Poi però la situazione era degenerata fino a quella esplosione di violenza che lo aveva messo nei guai. L’uomo infatti, dopo la denuncia del legale, era stato fermato dai carabinieri e aveva trascorso la notte in una camera di sicurezza ma il giudice non aveva convalidato l’arresto.

In particolare il magistrato non aveva confermato il provvedimento perché l’arresto era stato eseguito quando era trascorsa la flagranza di reato. Efisio Costantino era stato infatti rintracciato dai carabinieri del paese qualche ora dopo la presunta aggressione.

Ma in sede processuale l’avvocato difensore Lorenzo Galisai ha fatto valere la tesi difensiva che è stata evidentemente accolta dal giudice. Tesi secondo la quale quell’aggressione in realtà non ci sarebbe mai stata.

«È vero che Costantino pretendeva la restituzione dei fascicoli ma non c’è stata mai alcuna reazione di violenza nei confronti dell’avvocato – ha detto il difensore – Lo aveva chiamato più volte al telefono per chiedere conto dello stato delle pratiche aperte e non ottenendo risposta lo aveva aspettato sotto il suo studio. Erano quindi saliti insieme e così aveva ottenuto la restituzione delle carte». Poi però era accaduto tutto il resto: i carabinieri che si presentano a casa sua, l’arresto, la notte in una camera di sicurezza.

Il pubblico ministero Cristiano Idini, al termine dell’istruttoria dibattimentale, ha chiesto per l’imputato la condanna a due mesi di reclusione, il giudice ha invece assolto perché il fatto non sussiste.

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