La Nuova Sardegna

Sassari

«A Palazzo Ducale in bicicletta»

di Vincenzo Garofalo
«A Palazzo Ducale in bicicletta»

La proposta del Pd: dipendenti e vigili urbani sulle due ruote per dare l’esempio

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SASSARI. Ispirato dalla pista ciclabile in eterna costruzione, il Pd sassarese prova a guardare oltre le polemiche e a proporre soluzioni per una città sostenibile. Su due ruote. Con dipendenti comunali che vanno e vengono dal lavoro in bicicletta, una sezione ciclisti nella Polizia municipale e con l'istituzione di ecodomeniche per muoversi in città pedalando. L'idea di città ciclabile, presentata in consiglio comunale con una mozione ad hoc, arriva dal capogruppo del Partito democratico, Giuseppe Masala. L'esponente dem ha formulato una proposta che, se otterrà il via libera dal Consiglio cambierà le abitudini di molti sassaresi. A iniziare dai dipendenti comunali. Per loro Masala propone il progetto “Al lavoro in bici per una città più accessibile”. In pratica i dipendenti di Palazzo Ducale verrebbero incoraggiati a usare la bicicletta per recarsi al lavoro e per far rientro a casa. Un incoraggiamento con un fine nobile: per ogni chilometro percorso sui pedali dai suoi dipendenti, il Comune metterebbe da parte 50 centesimi. I soldi accumulati sarebbero poi usati per abbattere le barriere architettoniche in città. Quindi livellare i marciapiedi, sostituire i gradini con scivoli percorribili anche dalle persone disabili, ridurre le pendenze eccessive, allargare gli ingressi troppo stretti negli edifici pubblici. Un'impresa non impossibile che, secondo il capogruppo Pd, potrebbe essere tranquillamente finanziata con i proventi delle multe per violazione al codice della strada. Un tesoretto che nel 2014 ha fruttato al Comune oltre 2 milioni e 700 mila euro. Ma l'idea di Masala non si esaurisce con i dipendenti comunali in bici e con l'abbattimento delle barrire architettoniche. Per instillare nei sassaresi il concetto di città ecosostenibile, dice che, «il buon esempio può partire dal Corpo dei vigili urbani, costituendo la sezione “ciclisti del Corpo”, i quali possono rafforzare i servizi di controllo entro le aree pedonali e i parchi cittadini, garantendo la corretta fruizione degli spazi pubblici e sensibilizzando la popolazione verso la mobilità sostenibile», spiega Masala. E poi ci sono altra azioni da mettere in pratica. Le ecodomeniche, per esempio: «istituire un calendario primaverile limitando le auto in città in determinati orari e organizzando delle ciclopedalate, nonché convegni e incontri pubblici con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini e incoraggiarli a usare mezzi alternativi all'auto privata». E poi ancora, «istituire tavoli permanenti di confronto sulla mobilità, con lo scopo di stabilire un rapporto stabile tra le associazioni e l'amministrazione comunale per la definizione di misure di mobilità sostenibile, e la promozione dell'uso della bicicletta».

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