Contatore dell’acqua comune, la spesa deve essere divisa tra tutti
Abbanoa dopo 9 anni ha fatto la prima lettura dell’unico contatore condominiale posto all’esterno del condominio, il quale segna tantissima acqua in più rispetto alla somma dei contatori privati,...
Abbanoa dopo 9 anni ha fatto la prima lettura dell’unico contatore condominiale posto all’esterno del condominio, il quale segna tantissima acqua in più rispetto alla somma dei contatori privati, posti all’interno. Se fossimo costretti a pagare l’acqua dispersa, come deve essere fatta la ripartizione tra i condomini?
La fatturazione dell’acqua erogata dal gestore unico avviene secondo il consumo rilevato nei contatori delle singole unità immobiliari e, ove presente, del condominio. È possibile, infatti, una perdita nelle diramazioni che trasportano l’acqua verso i moduli idraulici di ciascun appartamento o più semplicemente un utilizzo di acqua per le parti comuni dell’edificio. Naturalmente, qualora il consumo fosse causato da una perdita occulta sarà possibile chiedere la riduzione dell’importo fatturato previa dimostrazione dell’acqua dispersa. Non essendo specificata la causa del consumo di acqua segnato dal contatore condominiale, e salvo difetti dello stesso, l’importo della spesa va ripartita secondo quelli eventualmente stabiliti dall’assemblea. Se non fosse stata adottata deliberazione in merito, l’art. 1223 cod. civ. prevede che le spese per la prestazione di servizi vanno divise in misura proporzionale al valore di ciascuna unità immobiliare. Il criterio generale, al quale deve fare riferimento l’amministratore, è dunque quello dei millesimi dal momento che il consumo di acqua va riferito al condominio e non al singolo condòmino. (Avv. Giuseppe Bassu)
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