La Nuova Sardegna

Sassari

L’istituto Fermi rischia di perdere due classi

di Barbara Mastino

Mancano un paio di alunni per arrivare ai minimi previsti dalla normativa Il timore è che gli studenti già iscritti siano costretti a frequentare altrove

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OZIERI. È emergenza nell’istituto superiore Enrico Fermi di Ozieri, dove per una manciata di iscritti si rischia la mancata istituzione delle prime classi dei corsi “Costruzioni” ed “Economico”.

La segnalazione, accompagnata da un appello alle istituzioni, arriva dai docenti e dai genitori dei ragazzi già iscrittisi a quest’ultimo corso, che con la mancata attivazione temono di dovere vedere i propri figli costretti a recarsi a studiare fuori sede.

L’istituzione delle classi è stata richiesta dalla dirigenza ma a causa della mancanza di un congruo numero iscrizioni (davvero per due o tre nomi) l’ufficio scolastico regionale ora nega l’attivazione delle prime classi. «Questa situazione – dicono docenti e genitori – illustra in maniera chiara lo stato di crisi profonda che attraversa il nostro istituto, iniziata qualche anno fa, e che, perdurando l’attuale situazione, porterà alla estinzione dei corsi storici (geometri e ragionieri) e alla non prosecuzione del nuovo corso informatico, autorizzato già dallo scorso anno ma non partito allora per mancanza di iscritti. L’esiguità del numero degli alunni della prima autorizzata per il prossimo anno scolastico e la singolare concessione della classe seconda (formalmente priva di alunni, salvo un’azione di prelievo da altri corsi) molto difficilmente consentirà una fisiologica crescita di tale corso». Storture burocratiche poco chiare, sulle quali genitori e docenti chiedono chiarimenti e chiedono alle istituzioni preposte a livello locale, ovvero la dirigenza dell’istituto e la stessa amministrazione comunale, «di non accogliere supinamente le decisioni della direzione scolastica regionale, alla quale invece va richiesta in maniera pressante, corale e decisa, l’attivazione della classe prima economico». La dirigenza sta chiedendo in questi giorni ai genitori di scegliere altri corsi per i propri figli: gli autori della protesta, in sostanza, chiedono loro di dire di no, di resistere e protestare tutti insieme.

Le ragioni della loro lamentela sono evidenti, e si basano sia sulla storia didattica dei due corsi sia sulle «evidenti ragioni di ordine sociale, come l’impossibilità a trovare un altro corso economico nel nostro territorio, le difficoltà nei collegamenti con mezzi pubblici, gli alti tassi di dispersione registrati nelle nostre comunità». Sono questi i fattori «che devono convincere l’ufficio autorizzante ad accogliere la richiesta», accantonando per ragioni contingenti la solita «logica pervicacemente accentrativa delle strutture formative verso le aree forti del Nord Sardegna a scapito della nostra area interna. Una logica che lede diritti primari dei cittadini». Gli autori della protesta si appellano quindi all’amministrazioni comunali di Ozieri e degli altri comuni del territorio e all’Unione del Logudoro di sostenere la loro richiesta con iniziative rivolte all’ufficio scolastico e alla giunta e al consiglio della Regione. «Occorre uscire da questo stato di continua emergenza, che ci vede ogni anno lottare contro i tagli che vengono inferti ai servizi primari ed essenziali delle nostre comunità».

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