La Nuova Sardegna

Sassari

Allattamento al seno, mamme in trincea

di Gabriella Grimaldi

Si è tenuto ieri nel consultorio Asl di Rizzeddu il secondo raduno sardo Le donne rivendicano una migliore assistenza prima, durante e dopo il parto

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SASSARI. La rivoluzione parte dalle mamme e dai loro cuccioli. Sono da rivendicare percorsi nascita adeguati, che puntino alla valorizzazione delle donne e non al loro depotenziamento, che garantiscano al neonato e alla sua mamma una “protezione” prima, durante e dopo il parto. Di questo, dei gruppi di incontro (mutuo aiuto) nei consultori e dell’allattamento al seno si è parlato ieri nel corso del secondo “Raduno dei gruppi sardi da mamma a mamma”. Un enorme tappeto ricoperto di cuscini colorati, palle e giochi interattivi ha fatto da platea all’incontro al quale hanno partecipato donne dai centri più lontani dell’isola. C’erano gruppi da Olbia, Carbonia, Serdiana e persino da Villasimius e le donne, come fanno regolarmente nei consultori delle varie città, si sono confrontate sui problemi legati al fatto di diventare mamme, all’assistenza in ospedale, alla possibilità di partorire in casa, alle condizioni ideali per allattare il proprio bambino al seno garantendogli così forti difese immunitarie oltre a creare con lui un rapporto unico.

All’incontro di ieri nel consultorio di Rizzeddu, preceduto, nel marzo del 2015, dal Primo Raduno organizzato dal consultorio familiare di Oristano, era presente anche Michele Grandolfo, epidemiologo, ex direttore del reparto salute della donna e dell’età evolutiva presso l’Istituto Superiore di Sanità. «Nell’allattamento è cruciale il riconoscimento delle competenze che ciascuna donna ha dentro di sè. In questo ambito non ci devono essere insegnanti e allievi ma uno scambio di saperi. Sono le mamme riunite in gruppi organizzati a poter davvero cambiare le cose, soprattutto quelle che non vanno bene». E di aspetti da migliorare ce ne sono tantissimi se si considera che in Italia, e in particolare nelle regioni meridionali, sono ancora troppo poche le donne che allattano al seno. Sia per problemi culturali che si sono innescati negli ultimi decenni, sia per gli interessi delle case produttrici di latte artificiale che hanno contribuito a creare falsi miti sull’allattamento al seno (poca sostanza nel latte materno, scarsa praticità, danni estetici), sia per una organizzazione ospedaliera che solo negli ultimi tempi sta dando i primi segnali positivi quanto ad assistenza durante il parto e nei momenti immediatamente successivi (possibilità di attaccare il bimbo al seno entro le prime due ore e di tenerlo in camera). I lavori sono stati coordinati dalla pediatra del consultorio della Asl di Sassari Maria Grazia Leoni.

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