Pisa, allevatore di Nule ucciso dall'amico nuorese durante la caccia al cinghiale
Bruno Marrocu, 41 anni, è accusato di omicidio colposo: con due colpi ha ucciso Giovanni Antonio Giobbe di 59 anni
NULE. Tragedia venerdì scorso in Toscana, a Riparbella in provincia di Pisa, dove un allevatore originario di Nule Giovanni Antonio Giobbe, 59 anni è stato ucciso per errore da un amico, anche lui sardo, con cui era andato a caccia di cinghiali. Due colpi esplosi nel buio, in mezzo alla pioggia e al forte vento, Bruno Marrocu, 41 anni originario di Nuoro ma residente da tempo in Toscana, si accorge troppo tardi che i pallettoni della sua doppietta calibro 12 non hanno centrato un cinghiale ma il suo amico Giovanni Antonio Giobbe, anche lui residente a Riparbella. Un errore fatale nella battuta di caccia di frodo che i due avevano organizzato nella serata di venerdì 13 maggio. Giobbe viene colpito in pieno petto. Marrocu, sconvolto, chiama il 118, mentre sul posto, una radura in cima ad una collina situata a pochi chilometri dal podere Le Tegole, arriva anche il figlio maggiore della vittima avvisato proprio da Marrocu. «Pensavo di avere colpito il cinghiale a cui avevamo sparato poco prima, invece era il mio amico», ha riferito sabato ai carabinieri Bruno Marrocu, indagato in stato di libertà per il reato di omicidio colposo. I due amici avevano deciso di andare a sparare ai cinghiali. Non era la prima volta, stando a quanto è emerso dalle prime indagini. Ma venerdì notte i due non hanno avuto quell’intesa che è necessaria a scongiurare drammi come quello costato la vita al cacciatore originario di Nule. Dopo il dramma i carabinieri hanno cercato di capire se il cacciatore che ha sparato possedesse altre armi. Così gli sono stati ritirati, si tratta di una misura che viene adottata per precazione, anche le altre armi da lui regolarmente detenute e denunciate, una pistola semiautomatica e una undici fucili.
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