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In Comune poche risorse e tutte per i servizi sociali

In Comune poche risorse e tutte per i servizi sociali

OSILO. Tempi duri per chi amministra le comunità locali, con il rubinetto delle risorse da cui scende un filo sempre più esile. E tempi duri per mettere insieme un bilancio di previsione dove a...

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OSILO. Tempi duri per chi amministra le comunità locali, con il rubinetto delle risorse da cui scende un filo sempre più esile. E tempi duri per mettere insieme un bilancio di previsione dove a malapena si riesce a programmare l’ordinaria amministrazione. Lo hanno detto il sindaco, Giovanni Ligios e l’assessore al Bilancio, Patrizia Puggioni, nella presentazione del documento contabile, ma lo ha riconosciuto anche il capogruppo della minoranza, Franco Urgeghe, che pure avrebbe voluto un taglio più “politico”. Patrizia Puggioni ha ricordato il nuovo scenario in cui si inserisce la gestione finanziaria degli enti locali, con l’armonizzazione dei sistemi contabili, il principio di competenza finanziaria potenziata e l’obbligo di redigere il bilancio su base triennale. Il bilancio del Comune di Osilo per il 2016 ammonta a 12 milioni e 646mila euro, una somma assai superiore a quella dei Comuni di pari dimensione, in quanto comprende le rilevanti quote di risorse che Osilo gestisce per i servizi in forma associata. Per il 2017 è prevista una somma di 11 milioni e 668mila euro, e per il 2018 13 milioni e 791mila euro. «L’analisi della spesa per singola missione - ha precisato l’assessore Puggioni - indica come la metà delle risorse siano destinate ai “diritti sociali, politiche sociali e famiglia”. Molte di queste si riferiscono a progetti con destinazione di fondi vincolata. La seconda missione che incide maggiormente sulle spese complessive - ha aggiunto Patrizia Puggioni - è quella relativa ai servizi istituzionali, generali e di gestione, comprendenti spese fisse quali quelle del personale, pulizie locali, consumi idrici, spese postali e telefoniche». Le altre voci di spesa riguardano l’istruzione e il diritto allo studio, le attività culturali e turistiche, lo sport e le politiche giovanili, l’assetto del territorio e lo sviluppo sostenibile, le manutenzioni ordinarie. Franco Urgeghe, per la minoranza consiliare, seppure con toni pacati, ha sollevato diverse critiche al bilancio. Intanto rispetto a quello che ha definito il “discorso politico”, poi, la mancata attuazione del “bilancio partecipato”, l’assenza di elementi di innovazione, di indicazioni per lo sviluppo, il piano di utilizzo delle opere, il progressivo degrado del paese, l’esigenza di un “parco progetti”. «Non sono freddi numeri - ha replicato Giovanni Ligios - sono pochi numeri, per cui, davvero, c’è poco da programmare. Non passa giorno - ha aggiunto il sindaco - che non salti fuori una novità, sempre negativa». Dopo essersi soffermato su diversi altri aspetti, il sindaco ha ricordato che il degrado del paese è sotto gli occhi di tutti, ma che esso deriva da anni di abbandono e di incuria non certo imputabile alla sua amministrazione.

Mario Bonu

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