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Sassari

Lampogas, il giudice reintegra il direttore dopo quattro anni

di Salvatore Santoni

SASSARI. Per oltre vent’anni aveva varcato l’ingresso dell’azienda vedendola crescere e diventare maggiorenne come fosse una figlia. Poi quattro anni fa per Sergio Faedda, il direttore della Lampogas...

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SASSARI. Per oltre vent’anni aveva varcato l’ingresso dell’azienda vedendola crescere e diventare maggiorenne come fosse una figlia. Poi quattro anni fa per Sergio Faedda, il direttore della Lampogas Sarda Srl, le porte della ditta di Ottava che commercializzava gas Gpl si sono chiuse all’improvviso. Sulla testa del dipendente è piombato un licenziamento «per giusta causa» difficile da digerire, soprattutto perché arrivato nel bel mezzo delle trattative per la vendita della ditta alla Butangas. Da quel momento per il dipendente è iniziato un calvario lungo quattro anni. E dopo un giudizio di primo grado sfavorevole davanti al Tribunale civile, è arrivata la sentenza della sezione distaccata di Sassari della Corte d’appello di Cagliari che ha dichiarato nullo il licenziamento e disposto il reintegro in azienda con pagamento degli stipendi arretrati e oltre 15mila euro di spese legali per i due gradi di giudizio.

La storia. Per capire i motivi del licenziamento di Sergio Faedda è necessario fare un passo indietro sulla situazione della Lampogas. L’azienda con sede in regione Ponte Secco, a Ottava, riforniva oltre seimila clienti tra famiglie e aziende, dislocate prevalentemente nel nord dell’isola. Il gruppo madre, la Lampogas Italia Spa, va in difficoltà. E per arginare la situazione c’è bisogno di vendere l’azienda sassarese. Il tentativo è di vendere la Lampogas Sarda Srl alla Butangas Spa, ma per farlo bisogna liberarsi dei dipendenti perché così dice l’accordo. I tempi sono stretti: il termine per mandare in porto l’operazione sta per scadere (15 novembre 2012) e il rischio è che l’acquirente si defili. A metà settembre del 2012 partono le lettere di licenziamento. In che modo? Nel caso del direttore Sergio Faedda avanzando una serie di contestazioni campate in aria. A quel punto direttore e dipendenti intuiscono che i vertici dell’azienda stanno nascondendo qualcosa. E infatti, il dipendente risponde facendo notare che il procedimento disciplinare era stato deciso dopo che la società aveva già avviato le operazioni per la cessione.

Iter giudiziario. La prima sentenza, sfavorevole per Sergio Faedda, è arrivata il 15 luglio 2015, dopo che la sezione Lavoro del tribunale civile di Sassari ha respinto il suo ricorso. Ma il direttore non si è arreso e ha presentato un nuovo ricorso. Poi, poche settimane fa, la situazione si è ribaltata. I giudici d’appello hanno stabilito che il licenziamento è nullo «in quanto determinato da motivo illecito». E hanno quindi condannato la Liquigas Spa al reintegro del direttore nel posto di lavoro.

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