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Sassari

Stalking, chiesti 3 anni per un 62enne sassarese

di Nadia Cossu
Stalking, chiesti 3 anni per un 62enne sassarese

A giudizio per atti persecutori, violenza e minacce contro due donne. Una delle vittime: mi puntò le forbici, poi voleva farmi volare dal cavalcavia

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SASSARI. Un giorno le puntò al collo un paio di forbici dicendole che le avrebbe tagliato l’orecchio, un altro la costrinse a scendere dalla macchina e la trascinò fino a farla fece sporgere da un cavalcavia chiedendole se l’altezza era sufficiente per fare un volo. Sono solo alcune delle contestazioni elencate nella richiesta di rinvio a giudizio per un 62enne sassarese accusato di atti persecutori, lesioni, maltrattamenti, minacce, violenza privata, violazione di domicilio, appropriazione indebita. Tutti reati “collezionati” in anni di convivenza con due donne e ricordati ieri dal procuratore Gianni Caria che al termine della sua discussione davanti al giudice Marina Capitta ha chiesto per l’imputato una condanna a tre anni di reclusione.

Le presunte vittime avevano raccontato di una relazione fatta di percosse, timori e anche di pesanti minacce nel momento in cui – una in particolare – aveva deciso di lasciare quel compagno così violento. Aveva scelto finalmente di andarsene dalla casa nella quale convivevano e aveva preso in affitto un altro appartamento, «ma lui aveva forzato il portone d’ingresso» ed era riuscito a entrare in casa.

La prima convivente – che nel processo non si è costituita parte civile contrariamente a quanto fatto dalla seconda che è assistita dall’avvocato Marcello Loriga – un giorno era stata minacciata dall’uomo con un paio di forbici. Accecato dalla rabbia, un giorno gliele aveva puntate sul collo e l’aveva minacciata: «Ti taglio un orecchio». Un’altra volta aveva fermato l’auto sulla quale viaggiavano e l’aveva fatta scendere con la forza trascinandola fino alla ringhiera del cavalcavia. Era andata al pronto soccorso per farsi medicare. L’avvocato della difesa, Paola Bellu, nella sua arringa ha spiegato che quel certificato non dimostrerebbe le violenze in quanto «la distanza temporale» tra il presunto episodio e la visita medica sarebbe troppo lunga. Così come il referto psichiatrico: «Come è possibile dimostrare – ha detto il legale – che il malessere psicologico non fosse antecendente alla conoscenza dell’uomo e determinato da altra causa?». Il giudice ha rinviato per la sentenza al 4 luglio.

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