La Nuova Sardegna

Sassari

«Sulla Rete metropolitana evitato un grande errore»

di Giovanni Bua
«Sulla Rete metropolitana evitato un grande errore»

Il sindaco di Porto Torres Wheeler spiega il no del suo Consiglio allo statuto «Era sassaricentrico e nessuno voleva partecipare. Ora cambiamolo in meglio»

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SASSARI. Fondi che spariscono, patti non rispettati, credibilità perduta, accordo ormai impossibile da trovare. E, dunque, rete metropolitana saltata definitivamente per aria. Scrolla le spalle il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler, che non crede neanche un po’ a questo lungo elenco di sciagure causato dal suo consiglio comunale. Che l’altro ieri ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale gli chiede di farsi portavoce nell’assemblea dei sindaci della richiesta di una serie di sostanziali modifiche dello statuto della costituenda Rete. Statuto già approvato da 6 consigli comunali su 8 (ad Alghero di vota domani in terza lettura) che, se l’accordo sul nuovo assetto si trovasse, dovrebbero rivotare il documento.

«Ogni volta disegnano scenari apocalittici – spiega Wheeler – ai quali io non credo neanche un po’. E comunque non faranno mai leva su di noi parlando di soldi che perdiamo. Per noi non esite distinzione tra soldi europeri, statali, regionali. Tutti i soldi sono dei cittadini, e vanno gestiti, presi e spesi con cura. Se ci sono i progetti arrivino i soldi. Se si tratta di prendere finanziamenti solo per prenderli no grazie. Se poi ci vogliono mettere fretta ci convincono ancora meno. Stiamo parlando di una cosa seria, complessa, e che deve essere discussa con i consigli e i cittadini. Non decisa da un super-gruppo ultra ristretto».

I “noi” è il movimento 5 stelle, che aveva già messo sul piatto il suo malcontento per lo statuto della Rete nei consigli comunali di Sassari e Alghero. Proponendo gli emendamenti che ora a Porto Torres, dove i grillini hanno la maggioranza assoluta, sono stati trasformati in richieste da portare nell’assemblea dei sindaci. «Trovo che siamo stati rispettosi – sottolinea Wheeler – potevamo direttamente emendare lo statuto. E cambiare le percentuali ponderate di rappresentanza di ogni Comune, che per noi sono uno degli errori presenti. Invece torniamo nell’assemblea dei sindaci, luogo del dialogo, con una proposta seria. E condivisa all’unanimità, non solo dal M5S. Una proposta annunciata. Che ci avevano già detto di portare in un secondo momento. Abbiamo deciso di portarla ora, non penso ci saranno problemi a discuterla».

Il problema potrebbe essere più che altro trovare l’accordo. Con Sassari, che nell’idea M5S dovrebbe scendere al 35 per cento di peso in assemblea dall’attuale 45. «Distorcono un criterio di popolazione che non tiene conto di troppi fattori. Per citarne uno l’industria pesantissima che Porto Torres ha sulle sue spalle da decenni per tenere in piedi l’economia di tutti. Ma il problema era di tutti. Si era creato un sistema sbilanciato, fortemente sassaricentrico. Che non invogliava assolutamente nessun Comune esterno agli otto fondatori ad entrare nella Rete. Era un errore da risolvere immediatamente».

Sull’accusa di aver dato una parola ai colleghi sindaci e non averla rispettata? «Io sono un cittadino che rappresenta altri cittadini. In assemblea ero in netta minoranza. Ho portato avanti con forze le mie ragioni e ottenuto quanto potevo. Poi sono andato di fronte ai miei “principali”: il consiglio, i cittadini. Insieme abbiamo elaborato nuove proposte e miglioramenti. E, visto l’appoggio unanime qui, e i tanti distinguo da altre parti, non mi sembra proprio che siamo soli».

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