La forza dei ragazzi, guide che fanno amare la città
Consensi per i ciceroni-studenti dai 17.500 visitatori di Monumenti aperti Gruppi di turisti stranieri all’Asinara. L’area archeologica la più frequentata
PORTO TORRES. Il giorno dopo, la stanchezza si mescola alla soddisfazione, alla consapevolezza di avere preso parte ad un qualcosa d'importante, ad un rito collettivo che ogni anno si ripete, uguale nelle basi eppure sempre diverso, nuovo, affascinante. La pelle arrossata per chi è rimasto a far da cicerone per qualche ora sotto il sole, la voce resa più bassa e roca dalle tante parole profuse per illustrare i vari monumenti ai visitatori. Soprattutto, la soddisfazione di avere imparato a conoscere meglio la propria città e aver contribuito a farla apprezzare un po’ di più anche agli altri, portotorresi e non. Questo è stato, in fondo, per gran parte dei partecipanti, Monumenti Aperti. E questo rappresenta anche il lascito principale della manifestazione, il cui scopo preminente è far innamorare di Porto Torres giovani e meno giovani portotorresi.
I numeri. Il dato tangibile che certifica il successo è, naturalmente, quello legato alle presenze. Indiscutibilmente, i numeri hanno premiato il lavoro dei ragazzi e dei tanti volontari, almeno un migliaio tra studenti, singoli e associazioni, che hanno curato visite e logistica nei vari siti: sono state infatti 17.453, circa 700 in più rispetto allo scorso anno, le firme totali. A sottolineare il successo di questa edizione, il fatto che quello del 2016 rappresenti il secondo dato più alto da quando la manifestazione si svolge anche a Porto Torres.
Le visite. Nello specifico, e non poteva essere altrimenti per il fascino intrinseco dell'intera zona, a primeggiare nella platonica classifica è stata l'area archeologica della Colonia Iulia Turris Libisonis con 1431 firme nei due giorni. Il percorso comprendente terme Pallottino, Terme Maetzke, Domus dei Mosaici Marini, Palazzo di Re Barbaro e Domus di Orfeo, con la meraviglia dei mosaici tirati a lucido per l'occasione e le recenti scoperte, è risultato come sempre il più intrigante. Subito dietro, l'area necropoli coi sarcofagi dipinti oggetto d'indagine archeologica di via Libio con 1420 presenze, aperta per la prima volta grazie a un'intesa tra pubblico e i proprietari, la famiglia Bruzzi, quindi l'Antiquarium Turritano con 1065 firme.
Ottimo riscontro anche per l'affascinante Planetario dell'istituto d'istruzione superiore “Mario Paglietti” con 829 firme, altra new entry di quest'anno, magnificamente spiegato dagli studenti. Buon afflusso si è registrato anche al Palazzo del Marchese (673 presenze) arricchito dalla mostra dedicata al pittore Mario Paglietti, e nel Museo del Porto (654 visitatori), che oltre ai reperti legati alla cultura del mare ha proposto la ricostruzione di abiti e armi del periodo nuragico nella mostra "Il popolo di bronzo" di Angela Demontis ed il Memoriale della Corazzata Roma. Numeri interessanti anche per il Nuraghe Nieddu, con più della metà del totale dei visitatori giunto grazie ai tour col bus supplementare messo a disposizione dall'amministrazione comunale.
L’Asinara. Buoni i risultati per i siti dell'Asinara (Ossario, Cappella Austroungarica, Domus de janas di Campu Perdu e Carcere di Campu Perdu) visitati nel complesso da circa 700 persone. Da sottolineare tra i visitatori il gran numero di stranieri, con un gruppo arrivato da Vienna, due dalla Francia e diversi turisti singoli provenienti da Germania e Repubblica Ceca, oltre a qualche gruppo italiano, come quello dell'associazione Culturale Sarda Quattro Mori di Livorno.
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