Non soltanto i lampi di Marekiaro
Il leader è Hamsik, ma c’è anche la solidità del milanista Kucka e l’esperienza di Skertl, anima Reds
L’incubo azzurro Robert Vittek non c’è più: nel 2010 calò una doppietta che ci spedì direttamente all’uscita dei Mondiali con il biglietto di ritorno (anticipato) in Italia, ma se è possibile adesso la Slovacchia è ancora più squadra . Il ct Jan Kozak ha puntato sul gruppo per superare l’ostacolo delle euroqualificazioni (un pass storico) e ci è riuscito infilandosi alle spalle della Spagna e davanti all’Ucraina che per giocare in Francia ha dovuto superare la lotteria dei play-off.
Il leader, tuttavia, non manca e lo conosciamo bene da queste parti: Marek Hamsik è l’ago della bilancia per gli slovacchi, tanto da dettare anche il modulo che è un 4-2-3-1 capace di esaltare le sue caratteristiche offensive, molto più di quanto succede a Napoli. Marekiaro in nazionale agisce alle spalle dell’unica punta partendo da sinistra, laddove sull’altro fronte offensivo agisce l’ex pescarese Vladimir Weiss, da un paio di anni negli Emirati. Ma i due non sono gli unici giocatori della Slovacchia che abbiamo visto in serie A. Kozak ha chiamato anche il romanistaNorbert Gyomber e il doriano Milan Skriniar e punta sulla solidità fisica del milanista Juraj Kucka per puntellare una mediana che dovrà “fare legna” per permettersi uno schieramento tutto sommato offensivo. Nelle qualificazioni la risposta è stata confortante: 17 reti segnate, 8 subite (due dal Lussemburgo quando i giochi erano già fatti), lo “scalpo” delle Furie Rosse nella gara in casa. Insomma, una Slovacchia da temere, con il carattere del suo totem difensivo, Martin Skrtel, uno delle amime del vecchio Liverpool.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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