L’Italia di Conte è fatta Sturaro e Bernardeschi nella lista dei 23 azzurri
Lo juventino preferito a Jorginho e il viola a Bonaventura Fuori anche Astori, Rugani, Benassi, Zappacosta e Montolivo
Nell'era dei reality anche la selezione dei 23 azzurri diventa uno show. E così l' “X Factor” azzurro va in onda in diretta su Rai 1. L'unica variante rispetto ai “talent” è che la definizione della lista spetta ancora al Ct e non al televoto anche se in ottica futura potrà accadere che i giocatori verranno scelti comodamente da casa premendo il tasto del telecomando o con un sms.
Il “Sogno Azzurro” condotto da Antonella Clerici in diretta in prima serata su Rai 1 ha però meno pathos della prova del cuoco anche perché già di primo mattino i nomi dei prescelti erano noti e la busta col “the winner is...” destava meno suspense di una televendita di pentole e materassi.
In effetti già lunedì con il forfait di Montolivo la lista era praticamente fatta ma in realtà c’è stata una sorpresa rispetto alle indicazioni dei soliti bene informati. Già, la stanza numero 23 dell’albergo di Montpellier sarà occupata da Sturaro e non da Jorginho. Una decisione presa dal Ct solo a colazione dopo una notte di riflessione perchè gli altri 22 nominativi erano inseriti nel suo database già dopo la partita con la Scozia.
In effetti l’italobrasiliano sembrava “dentro” ma il forfait di Montolivo e le caratteristiche tecniche dei due “nominati” hanno indotto Conte ad optare per lo juventino.
Già, Sturaro è sicuramente un centrocampista più duttile, un polivalente della zona nevralgica del campo, capace di agire da intermedio ma soprattutto abile come incursore come ha dimostrato in occasione della sfida di Champions con il Bayern.
All’occorrenza sa piazzarsi anche davanti alla difesa e inventarsi regista basso. Il ragionamento del Ct è chiaro: con una nutrita batteria di esterni non ha voluto rinunciare ad un attaccante e quindi ha pensato di cautelarsi con un giocatore polivalente in grado di disputare slalom, gigante, discesa libera e supergigante per usare una metafora sciistica.
Ovviamente Jorginho non l’ha presa bene anche perchè optando per la maglia azzurra aveva rinunciato definitivamente alla possibilità di chiamata da parte della Selecào e si sa quanto sia importante la maglia verdeoro per un brasiliano.
Nel “3-5-2” di Sarri si era calato alla perfezione nel ruolo di regista, dettando i tempi del passaggio ai i vari Insigne, Maertens e Higuain, un direttore d’orchestra della manovra però capace appunto di dirigere e non di suonare uno strumento. Jorginho può giocare solo lì e nel ruolo Conte punta tutto su Motta e su De Rossi che aveva già preso l’ombrellone a Sabaudia e che invece in giugno prenderà il sole a Montpellier.
E così si ripete la telenovela Amauri. Per quasi un anno il passaporto italiano dell’attaccante brasiliano della Juve sembrava una questione di stato ma poi una volta ottenuta la cittadinanza italiana l’attaccante è stato lasciato a casa. Jorginho ha fatto ritorno a Napoli ma non assieme ad Insigne.
Già, l’attaccante napoletano che sembrava uscito definitivamente dalla costellazione di Conte dopo lo “sgarro” dell’abbandono del ritiro azzurro per un infortunio “diplomatico” ha risalito le posizioni e le gerarchie e il Ct ha messo da parte i suoi principi e i suoi impeti temperamentali e lo ha inserito tra i 23.
Del resto è forse il giocatore tecnicamente più talentuoso che può agire da seconda punta o in caso di necessità anche da esterno quando il “3-5-2” viene modulato in un più offensivo “4-2-4”.
Eppoi ha nelle corde il cambio di ritmo, la giocata eversiva da scugnizzo, il dribbling da Quartieri spagnoli, il tiro da fuori e in un’Italia che non ha certo i giacimenti d’oro dell’Alaska un girocollo di preziosi da metter in evidenza può incutere un po’ di soggezione ai rivali.
Un altro ballottaggio era quello tra Bernardeschi e Bonaventura, centrocampisti con la vocazione offensiva, anzi dei “10” per essere precisi ma siccome nel vangelo calcistico di Conte il trequartista non figura tra gli apostoli negli allenamenti e nelle partitelle hanno fatto persino i terzini pur di convincere il Ct che ha preferito anche in questo caso la maggior duttilità tattica del fiorentino.
Per il resto tutto scontato. Non sarà inserito nella lista Astori mentre Rugani, Zappacosta, Benassi e il portiere dell’Under 19 Meret vengono aggregati al gruppo come riserve.
L’Italia è fatta e anche dallo scarso appeal delle defezioni si deduce che la caratura tecnica è in netto ribasso. Del resto nel 2004 fu lasciato a casa un bomber del livello di Gilardino e nel 2012 Prandelli disse no a Pepito Rossi.
Conte ha più volte dichiarato di voler portare in Francia un gruppo solido, affiatato, con testa, cuore ma anche gambe e polmoni in perfette condizioni.
L’unica certezza al momento è la difesa che non sarà una boy band ma un gruppo rock affidabile e del resto se ancora adesso i Rolling Stones tengono il palco perchè non dovrebbero riuscirci i vari Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini?
Il resto è da inventare ma il Ct ha a disposizione una dozzina di giorni per trasformare un gruppo di bravi giocatori in una banda di “cattivi ragazzi”.
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