La Nuova Sardegna

Sassari

Lavori archeologici al porto: uno stop lungo ormai 5 mesi

di Emanuele Fancellu

Dopo gli eccezionali ritrovamenti di dicembre si aspettava una ripresa degli scavi in grande stile Tutto è però bloccato e la zona “coperta” è in balìa degli agenti atmosferici e dei malintenzionati

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. Un gladio, mosaici, resti di strutture monumentali in una zona centrale dell’antica Turris Libisonis. Le ennesime, straordinarie scoperte regalate dal suolo della Colonia Iulia, lo scorso dicembre avevano acceso la fantasia degli appassionati di storia turritana. Dopo l’interruzione per le vacanze natalizie, perciò, si prospettava una celere ripresa dei lavori per completare le ricerche e tutelare un’area che, grazie proprio a quei rinvenimenti, dovrebbe diventare il biglietto da visita per chi sbarca dalle navi. Da allora, però, sono trascorsi più di cinque mesi e di operatori nei contesti archeologici interni al porto non se ne sono più visti. E mentre i lavori stradali sono praticamente terminati, le protezioni delle strutture sono volate via, lasciandole alla mercé di agenti atmosferici e malintenzionati.

I lavori al porto. Gli interventi di carattere archeologico si erano concentrati sotto la gradonata che cela le strutture rinvenute durante i lavori di costruzione della stazione marittima e su saggi da effettuare in due aree in cui dovevano realizzarsi parcheggi ed una zona destinata a verde, ma dove la presenza di avanzi di edifici d’epoca romana era prevedibile: l’ex Tranship, in cui «la demolizione dei capannoni non aveva dato significativi riscontri, ma era comunque presumibile ci fossero dei reperti» spiega la responsabile della sede di Porto Torres della Soprintendenza Archeologica Gabriella Gasperetti, e l’ex Navalmeccanica, dove «negli anni Settanta dei saggi avevano rilevato strutture da indagare».

Specialisti. I lavori specialistici, portati avanti dall’impresa Archeo Restauri di Napoli sotto la direzione scientifica di Gabriella Gasperetti con l'assistenza delle archeologhe Daniela Deriu e Antonella Pandolfi coadiuvate dal rilevatore Franco Usai, hanno rivelato due complessi archeologici di estrema importanza, forse pubblici, da interpretare anche alla luce dei dati raccolti in passato.

L’area ex Tranship. Vasche rivestite in malta idraulica con resti di condotte per l’adduzione d’acqua e degli scarichi, oltre ad un grande ambiente che s'insinua sotto il terrapieno protendendosi verso via Vespucci, da scavare integralmente. «Un’area forse all’aperto, lo fanno pensare le notevoli dimensioni delle tessere parte del mosaico» spiega l'archeologa, che non si sbilancia sull’interpretazione.

L’area ex Navalmeccanica. Resti di canalizzazioni e costruzioni con elevati conservati per un’altezza minima, tranne un vano parzialmente ipogeico preservatosi per un metro e situato sotto il piano di campagna. Strutture gravemente danneggiate dai continui riusi, eppure anche qui si sono conservati pavimenti in opera signina, con inserti di tessere di mosaico di tipologia fra le più antiche attestate a Turris tra i rivestimenti pavimentali. Dall'area, da una sepoltura sconvolta, proviene l’ormai celebre gladio – «potrebbe esserlo, ma dobbiamo studiare i materiali ritrovati nel contesto, una ciotola in ceramica che imita la sigillata africana, una forma abbastanza tarda, almeno del IV secolo: anche l’interpretazione della spada va studiata alla luce delle tecniche di realizzazione delle armi d’età tardo-imperiale – spiega Gabriella Gasperetti –, il che fa ipotizzare che la zona possa essere stata riutilizzata a scopi funerari».

Incertezza. La scoperta di importanti strutture archeologiche ha imposto varianti al progetto iniziale: l’area verde e i parcheggi non si realizzeranno, lasciando spazio alla valorizzazione su cui i vari enti hanno concordato. Sta di fatto che, nonostante le rassicurazioni della stazione appaltante, l'Autorità Portuale, e l’urgenza di completare scavi e messa in sicurezza della zona, da oltre cinque mesi i lavori sono fermi e, ad oggi, non sembra esservi una data di ripresa certa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative