Il forum di quartiere: la casa dei cittadini per discutere le scelte
La prima commissione ha approvato il nuovo regolamento Lalla Careddu: «Si eviteranno le risse: le ciclabili insegnano»
SASSARI. Il dibattito sulla pista ciclabile ha evidenziato un enorme cortocircuito di comunicazione tra l’amministrazione e i cittadini. È mancata un informazione capillare per un progetto così incisivo e impattante sul bioritmo urbano, e dunque anche un’adeguata condivisione. Adesso, a cantieri già aperti, il dialogo tra le parti è praticamente impossibile.
Per questo motivo, anche alla luce di altre scelte strategiche che il Comune dovrà portare avanti nei prossimi mesi, diventa molto interessante il nuovo regolamento dei Forum di quartiere. È un progetto al quale sta lavorando da un anno e mezzo la prima commissione consiliare che si occupa di “decentramento”. Il documento è stato approvato in commissione, dovrà essere corretto in alcune parti, per poi approdare in Consiglio per l’ok definitivo. Un iter che potrebbe concludersi anche prima dell’estate.
Con la riforma degli enti locali e la scomparsa delle circoscrizioni, talvolta c’è un vuoto di comunicazione istituzionale tra gli amministratori e i residenti. E in un periodo di crisi economica e di grosse tensioni sociali, i forum di quartiere possono funzionare bene da camera di compensazione per i conflitti.
Ci sono grandi tematiche che nel breve periodo dovranno essere affrontate: la chiusura al traffico di viale Italia, che nelle intenzioni del sindaco Sanna dovrebbe trasformarsi in un elegante boulevard commerciale. C’è la richiesta di pedonalizzazione da parte dei commercianti per l’area di Piazza Tola, un’istanza che però fa storcere il naso a moltissimi residenti. C’è la volontà di proseguire nel cammino della mobilità sostenibile, disincentivando sempre di più l’utilizzo delle auto e venendo incontro alle esigenze della Saba Italia: quindi aumento delle tariffe per i parcheggi di superficie e diminuzione dei costi per la sosta all’interno dei silos interrati. Si tratta di un ventaglio di scelte che condizionano il futuro di Sassari almeno quanto la realizzazione delle piste ciclabili e che andranno ampiamente discusse e condivise con la cittadinanza. Dunque il ruolo dei forum di quartiere potrebbe essere decisivo, almeno per evitare le risse da condominio e i confronti inutili e sguaiati che si sono susseguiti in queste settimane.
«Nelle nostre intenzioni – spiega il presidente della prima commissione Lalla Careddu – i forum dovrebbero funzionare come veri e propri laboratori di cittadinanza attiva, capaci di dialogare con gli amministratori comunali, portare all’attenzione le istanze dei vari quartieri, e proporre idee e soluzioni. Il riferimento per questi organismi consultivi è il sindaco, e l’interazione dovrà essere calendarizzata e frequente». Ci sarà un’assemblea e un direttivo, del quale faranno parte semplici cittadini ma anche i portatori di interesse come i commercianti, i così detti “city user” come ad esempio gli studenti, e poi i sedicenti e i rappresentanti della comunità degli extracomunitari. «Un esperimento del genere – dice Lalla Careddu – in una città come Bologna sta funzionando benissimo, e noi abbiamo preso questa realtà come modello. Il Forum di quartiere sarà la casa in cui i cittadini potranno elaborare proposte, essere a conoscenza di progetti, cantieri, partecipare a focus group. Il tutto con regole precise, in maniera ordinata e partecipata. Senza cioè quei violenti sfogatoi ai quali abbiamo assistito di recente. Si potrà discutere di aperture e chiusure di negozi, di spazi culturali, ma anche di piccoli disservizi quotidiani. L’assemblea dovrà fare una sintesi delle proposte dei cittadini, e portarla all’attenzione del sindaco. Solo con questa mediazione il confronto potrà essere davvero costruttivo».
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