Sassari scampò ai bombardamenti
Nel maggio del 1943 monsignor Mazzotti istituì 7 giorni di pubbliche preghiere
SASSARI. Maggio 1943, la seconda guerra mondiale è in pieno corso, i bombardieri del comando alleato mettono a segno raid a ritmo incessante. Da qualche parte arriva la notizia che Sassari sarà uno degli obiettivi. In quel momento drammatico, l'allora arcivescovo, Arcangelo Mazzotti, decide, con decreto, di istituire una settimana di pubbliche preghiere alla Beata Vergine delle Grazie il cui simulacro viene così trasferito dal santuario di San Pietro in Silki, sua sede originaria. I sassaresi rispondono compatti all’appello del loro vescovo. La città sembra rianimarsi e alle invocazioni alla Vergine si uniscono tutti. Nei giorni successivi, alcuni ufficiali piloti riferirono che per tre volte gli apparecchi avevano provato a sganciare bombe su Sassari. La prima volta fu una tempesta a far tornare indietro gli aerei, la seconda un contrordine dell'ultimo minuto, la terza la firma dell’armistizio. Con gli occhi della fede i Sassaresi “videro” l'intervento della Madonna e da quel momento venne istituito il Voto. (A.Me.)
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