Il coerede “disinteressato” blocca senza saperlo la vendita di una casa
Gentili notai dell’Ufficio studi, uno stabile (indivisibile) inizialmente ereditato da dieci eredi appartiene ora a tre di essi (che hanno acquistato o ricevuto per donazione le altre quote) e in...
Gentili notai dell’Ufficio studi, uno stabile (indivisibile) inizialmente ereditato da dieci eredi appartiene ora a tre di essi (che hanno acquistato o ricevuto per donazione le altre quote) e in misura residuale (poco meno di un trentesimo) a un discendente di uno degli eredi premorti. Nel silenzio circa le intenzioni di questa persona, che non ha risposto alla proposta di acquisto nè per accettarla nè per rifiutarla) ci rivolgiamo a voi per sapere come dobbiamo comportarmi in vista di una vendita.
Per rispondere al quesito del lettore occorrerebbe accertare se sono trascorsi dieci anni dalla apertura della successione (il diritto ad accettare l’eredità si prescrive, appunto, dopo dieci anni) ma anche se la quota del chiamato “disinteressato” non si sia accresciuta a quella dei coerede che in questo caso potrebbero legittimamente vendere l’intero. Nel caso contrario, ciascun comproprietario può disporre del suo diritto nei limiti della sua quota e pertanto gli altri non potrebbero efficacemente disporre della quota del coerede “disinteressato”.
Seguendo le regole dettate per il caso di immobili non divisibili gli altri comproprietari potrebbero domandare la vendita all’incanto, oppure, ricorrendone i presupposti (avere ininterrottamente e pacificamente posseduto il bene per venti anni da pieni proprietari), attendere i tempi dell’usucapione. (Ufficio studi del Consiglio notarile)
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