Sassari, causa contro Abbanoa: stop del tribunale
Il comitato non avrebbe pubblicizzato abbastanza la class action. Panu: sbagliano, noi andiamo avanti
SASSARI. Il tribunale stoppa la class action contro Abbanoa, il gestore unico dell’acqua esulta, il comitato promotore annuncia l’immediato ricorso in appello e si prepara a querelare la partecipata pubblica, «offensiva e imprecisa nel riferire la notizia».
Ennesima giornata ad alta tensione legata all’acqua nel Sassarese. Ad accendere la micca la decisione del tribunale civile di Cagliari che, con una sentenza del 1 giugno, cassa la class action messa in piedi dal «comitato per l’acqua in Sardegna», formato da un gruppo di ex consiglieri comunali sassaresi, e legata alla quota fissa di bolletta legata al servizio idrico che, secondo i ricorrenti Abbanoa, dovrebbe rimborsare a tutti quelli che non hanno garantita l’erogazione idrica 24 ore su 24.
Il problema sarebbe legato alla pubblicazione del dispositivo che ammetteva la class action, che il tribunale chiedeva fosse messo per tre volte su entrambi i quitidiani regionali. Impegno disatteso secondo il giudice e class action cassata. Con Abbanoa che esulta: un’altra importante sentenza si aggiunge contro i tentativi di strumentalizzare la gestione del servizio idrico integrato a soli fini propagandistici. Paradossalmente i promotori stavano strumentalizzando una delle pesanti eredità del periodo in cui erano amministratori comunali e che caratterizzava da decenni il servizio idrico nella città di Sassari: le chiusure notturne dell’erogazione. Un’emergenza che Abbanoa ha aggredito e ormai quasi del tutto risolto. Era quindi già scontato che la class action fosse destinata a finire in un binario morto a spese di chi ci ha creduto in buonafede e ha magari partecipato ai costi dell’azione legale messa in campo dai promotori».
«Abbanoa – tuona uno dei promotori Pierpaolo Panu – mischia problemi marginali, su cui abbiamo già fatto ricorso, con la sostanza della class action, già dichiarata valida. E d’altronde tutti sanno bene che acqua esce dai loro rubinetti, quando questo accade. Poi insinua, falsamente, di soldi presi e malafede, e di questo risponderà in tribunale».
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