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Sassari, l'arcivescovo conferma: "Prima la carità agli italiani"

l'arcivescovo di Sassari Paolo Atzei
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l'arcivescovo di Sassari Paolo Atzei

Padre Atzei ribadisce il proprio pensiero sui migranti dopo che una sua intervista al sito fedequotidiana.it aveva suscitato trambusto nell'opinione pubblica

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SASSARI. «La carità prima agli italiani e poi ai migranti». È la posizione dell’arcivescovo di Sassari Paolo Atzei il quale giustifica le sue affermazioni in quanto rispondono al principio di «prossimità pratica» che - viene spiegato sul sito dell’arcidiocesi - «comincia nella propria persona e nella fede si proietta oltre i confini delle propria casa, famiglia e patria». Quello di padre Atzei è diventato un caso dopo la pubblicazione di un’intervista sulla testata online «Lafedequotidiana.it» e subito ripresa dal sito «Riscattonazionale.it».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.13625115:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2016/06/08/news/sassari-bufera-sui-social-per-un-intervista-al-vescovo-1.13625115]]

E chi si attendeva una smentita da parte dell’arcidiocesi è rimasto deluso dopo che l’Ufficio delle Comunicazioni Sociali ha confermato la sostanza delle affermazioni dell’arcivescovo lamentando solo come il titolo («Aiutare prima i nostri poveri») fosse «disgiunto dal significato delle cose dette». Nell’intervista nella quale «non c’è nulla da smentire», l’alto prelato afferma che «la carità parte dalle persone più vicine a noi, e parlo degli italiani, che soffrono e spesso sono in miseria» e sottolinea come per esercitarla ci voglia «equilibrio» mentre «la tentazione magari ideologica o demagogica di privilegiare i migranti rispetto agli italiani esiste e qualche volta diventa una sorta di moda».

Padre Atzei sottolinea anche come la solidarietà sia un «dovere del cristiano» ma sostiene che «tuttavia non è ragionevole lasciare libero e incontrollato accesso a tutti senza limiti» perchè «poco alla volta, rischiamo di smarrire la nostra identità cristiana». Secondo l’arcivescovo di Sassari, inoltre, l’intenzione di Austria e Ungheria di chiudere le frontiere è «una condotta difensiva che dal punto di vista strettamente cristiano» che non giudica certo «bella» ma che può «comprendere e giustificare dal punto di vista della prudenza» in quanto «davanti a chi invade ci si cautela».

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