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Sassari

Riforma costituzionale, l’M5S scalda i motori per il referendum

di Giovanni Bua
Riforma costituzionale, l’M5S scalda i motori per il referendum

Partecipato convegno dedicato al voto di ottobre con la presenza di Anpi e circolo Berlinguer Licheri: «Sarà un lungo viaggio». Mura: «Difendiamo la Carta». Mameli: «Studiate prima di decidere»

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SASSARI. «Sono un partigiano vero. Nome di battaglia: Eros. Sono vivo e voto no». Fendono l’aria come un rasoio le parole di Caterina Mura, presidente cittadina dell’Anpi. Che riferisce la lapidaria risposta data dal combattente antifascista a chi gli chiedeva conto delle esternazioni del ministro Boschi, che assicurava che i «pochi partigiani veri rimasti in vita» avrebbero appoggiato la riforma costituzionale. «È uno dei tanti tentativi di minare la credibilità di un’associazione come l’Anpi – attacca Mura – che non solo ha i titoli e il diritto, ma ha il dovere di esprimersi sulla riforma della Costituzione. E noi su questa riforma esprimiamo il nostro forte, convinto e motivato no».

Parole decise, applaudite dalla platea riunita ieri dal Movimento 5 Stelle al palazzo della Provincia. Parterre di alto livello per «l’inizio di un viaggio», sottolinea Ettore Licheri, poliedrico avvocato penalista ed esponente di punta dei pentastellati isolani. «Un viaggio di esplorazione all’interno della Costituzione. Per conoscere prima di parlare. Sicuri che non c’è niente di più difficile che costruire o cambiare una Costituzione. Che, come un corpo umano, ha bisogno di essere bilanciata in tutte le sue parti. Perché magari uno decide di investire sulla testa, di farla più intelligente, performante. E poi scopre che con una testa così grande non può più correre, camminare, alzarsi in piedi. E allora quello che sembrava il nuovo punto di forza diventa la non più risolvibile debolezza».

Un convengo dalla linea chiara («Giù le mani dalla costituzione» era il suo titolo), ma non per questo chiuso agli approfondimenti e ai pensieri diversi. Come dimostra, dopo l’affascinante e assai dotto excursus storico dell’avvocato, e già professore di diritto costituzionale, Giuseppe Bassu («innamorato della Costituzione») l’intervento di Gianpaolo Mameli, circolo Berlinguer, non tenero nei confronti delle personalizzazioni di Renzi (e con Renzi in generale) ma convinto che: «Prima di dire no a questa riforma bisogna studiare. E noi abbiamo studiato, decine e decine di ore. E possiamo dire che sono più i miglioramenti di questa riforma che i paventati rischi. Che si fa molta propaganda sui principi fondamentali che sarebbero demoliti, e invece gli articoli dall’1 al 12 non sono toccati. Che si agitano spettri ma non si dice cosa non cambierebbe se questa riforma venisse bocciata: non verrebbe cancellato l’inutile Cnel, non verrebbero tagliati i compensi dei consiglieri regionali, non sarebbe sancita la pari rappresentanza tra uomini e donne, o ridistribuite una volta per tutte le competenze dello Stato». Poi il deputato M5S Nicola Bianchi, i rappresentanti del comitato del No di Alghero. Le tante facce note in sala, non poche dello stesso partito che la riforma ha voluto. A dimostrazione del fatto che il viaggio sarà lungo. E pieno di sorprese.

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