Tra i Ricicloni sette comuni del Sassarese
Premiati a Roma da Legambiente i nove centri dell’isola che si sono distinti lo scorso anno nella raccolta differenziata
SASSARI. I Comuni del Sassarese sono i più “Ricicloni” dell'isola. I giorni scorsi Legambiente ha premiato a Roma le migliori comunità in tema di riciclo e abbattimento della produzione di rifiuti. In Sardegna sono stati premiati nove Comuni: sette sono nel Sassarese. Il primo sotto la soglia dei 10mila abitanti è il Comune di Tissi. Mentre Tergu, regina delle ultime due edizioni, scompare dalle classifiche. Fuori anche Sorso e Castelsardo. Un riconoscimento importante arriva per il consorzio del Coros: sesto a livello nazionale tra quelli sotto i 100mila abitanti.
I premiati. Il primo tra i Comuni del Sassarese è quello di Tissi, con una percentuale di differenziata del 73,9 per cento e un residuo secco annuale di 64 chilogrammi pro capite. A seguire, separati da qualche chilogrammo di differenza, Usini, Muros, Sennori, Putifigari, Olmedo e Cargeghe.
Tra tutti i Comuni sardi premiati, il primo per percentuale differenziata è Sennori che raggiunge il 78,6 per cento ma sconta circa 4 chilogrammi di differenza nel secco non riciclabile. Sul fronte dei consorzi arriva un bel riconoscimento per l'unione dei Comuni Coros, dove la raccolta dei rifiuti viene effettuato su un bacino di quasi 15mila utenti. Nella classifica nazionale dei consorzi sotto i 100mila abitanti, il Coros si attesta al sesto posto assoluto con un ottimo 73,9 per cento di differenziata e 67,8 chilogrammi di produzione pro capite annua di secco.
I criteri. Il 65 per cento di differenziata non basta più: la novità introdotta quest'anno da Legambiente, nello stilare il suo consueto dossier “Comuni Ricicloni”, riguarda un criterio di valutazione basato sulla produzione di rifiuto secco. Gli ambientalisti hanno voluto alzare l'asticella per selezionare i migliori. In sostanza, da quest'anno a ricevere il titolo di Comune riciclone sono soltanto quelle municipalità che risultano “rifiuti free”, cioè quelli che avviano a smaltimento in discarica la minore quantità di residuo.
Obiettivo che si traduce in un limite massimo di rifiuti non riciclabili, che per accedere al riconoscimento deve fermarsi al di sotto dei 75 chilogrammi annui pro capite. A questi due criteri base si aggiungono poi la consueta sfilza di altri criteri storici di cui tengono conto in Legambiente.
Inoltre, per tenere in considerazione gli aumenti di popolazione dovuti alle presenze turistiche, è stato introdotto un correttivo basato sulle indicazioni fornite dai comuni relativo ai periodi nei quali le presenze sul territorio aumentano di almeno il 30 per cento. Compensazioni che in ogni caso non sono serviti a molti di Comuni per entrare tra i migliori.
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