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Sassari

Autorità portuale, la città perde l’ufficio

La riforma porta nuovi tagli. Madeddu (Psd’Az): «Nessuno interviene per tutelare il nord Sardegna»

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PORTO TORRES. Nella discussione parlamentare sulla riforma delle Autorità portuali - che dovrebbe portare entro luglio alla nomina del nuovo presidente della Port Authority della Sardegna - rischia di venire ridimensionato (ancora una volta) lo scalo marittimo turritano.

Il pericolo è stato segnalato dal senatore Pd Silvio Lai, che ha chiesto al ministro dei Trasporti Graziano Delrio di modificare la bozza e alla Regione di vigilare affinchè il porto di Porto Torres non venga declassato. «Condivido la necessità di un intervento legislativo di riforma con l’obiettivo di rendere ancor più efficiente il nostro sistema portuale – dice Luciano Mura – , in grado di competere con le nuove sfide internazionali, ma una riforma che tagli fuori dalla governance di sistema gli enti locali è una contraddizione: la presenza del Comune di Porto Torres e degli altri enti locali deve potersi qualificare per indirizzare e accompagnare in una logica di sistema i cambiamenti che caratterizzano il settore dello shipping e dei trasporti».

L’ex sindaco augura che si vada in direzione di un reale riforma che possa contribuire a superare le criticità del sistema portuale e non in direzione di un semplice accorpamento di competenze ed una ulteriore centralizzazione.

Per il segretario provinciale del Psd’Az, Pietro Madeddu, Porto Torres merita un ruolo importante all’interno dell’Authority: «Come numero di passeggeri siamo superiori al porto di Cagliari e alla pari nelle rinfuse, e sono del parere che il nostro scalo marittimo debba avere un ufficio della Port Authority per mantenere alto l’interesse di tutta la realtà portuale del Sassarese. Mi fa specie, invece, come i politici del territorio, compreso il sindaco di Porto Torres, non facciano di tutto per tutelare i porti del nord Sardegna nelle varie sedi istituzionali». (g.m.)

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