Il Movimento contro i razzi Vega
Secondo l’associazione il Comune intenderebbe dare il via libera al progetto
PORTO TORRES. «L’amministrazione comunale vorrebbe ancora dare via libera alle esercitazioni militari con razzi Vega nell’area industriale Syndial, una delle zone più inquinate della Sardegna, in fase di bonifica: ancora una volta la salute dei cittadini è barattata per un pugno di lenticchie».
La denuncia è del Movimento, associazione politica e culturale, che si definiscono i più accaniti oppositori di questo progetto e che vogliono, prima che altri decidano sulle teste altrui, portare i cittadini a esprimersi con un referendum sull’ipotesi progettuale che riguarda la realizzazione di due piattaforme per testare i motori del razzo Vega nell’area industriale di Porto Torres. «Bisogna subito far sapere alla popolazione che questo progetto non è ecocompatibile – aggiungono -, come il sindaco nelle sue precedenti dichiarazioni ha voluto farci credere, perché tali attività si sono già svolte nel passato in Sardegna, all’interno del poligono interforze del Salto di Quirra, dove sono poi state interrotte anche in seguito all’inchiesta avviata dalla magistratura e sono da considerarsi tra le più inquinanti e pericolose tra quelle svolte in quel sito».
Effettuare prove sui motori dei missili destinati a portare i satelliti in orbita, secondo il Movimento, significa infatti accendere il razzo a terra, fissandolo a una imponente rampa d’acciaio che lo blocca: «Nel giro di poche decine di secondi, in quel punto, vengono bruciate decine di tonnellate di combustibile, con il rilascio di un enorme nube di vapori tossici che forma una colonna alta centinaia di metri, destinata poi a diffondersi nello spazio circostante, anche a notevole distanza». Per il Movimento esiste un’ampia documentazione, sia scientifica che fotografica, che non lascia spazio a dubbi sugli elevati rischi di incidente e di esplosione. (g.m.)
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