La Nuova Sardegna

Sassari

Promettevano prestiti senza busta paga

di Luca Fiori
Promettevano prestiti senza busta paga

Oggi gli interrogatori dei 3 arrestati: fermati in banca con i documenti falsi. I pc sequestrati affidati a un perito informatico

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SASSARI. Promettevano prestiti a tassi agevolati e garantivano a occhi chiusi l’approvazione di qualsiasi pratica di finanziamento anche a chi non aveva una busta paga. Si proponevano sul mercato come intermediari finanziari capaci di risolvere qualsiasi problema burocratico e non più come società tipografica, il titolare della Poligrafix di Predda Niedda Marcello Poddighe, e il suo dipendente Mirko Ventriglia. I due sono stati arrestati venerdì pomeriggio dai carabinieri con l’accusa di aver organizzato una centrale per la falsificazione di documenti con lo scopo di ottenere e far concedere prestiti in banca e finanziamenti di vario tipo. Con loro è finto nel carcere di Bancali Nicola Mannu, 36 anni di Mores, uno dei clienti che Poddighe e Ventriglia avevano accompagnato nella filiale di Banca Intesa di via Carlo Felice per la concessione di un prestito di alcune migliaia di euro. Tutti e tre stamattina compariranno davanti al giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Le accuse sono abbastanza pesanti: truffa, sostituzione di persona, falso e possesso di documenti di identificazione falsi. Gli investigatori del nucleo operativo, guidati dal capitano Fabio Melci, sono convinti che quanto emerso fino a questo momento sia solo la punta di un iceberg fatto di decine e decine di pratiche intestate a nomi di fantasia, impressi a stampante laser sulle riproduzioni perfette delle carte d’identità e sui cedolini paga ricreati ad arte nella sede di Predda Niedda. Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, titolare dell’inchiesta, i prossimi giorni affiderà a un perito informatico i computer messi sotto sequestro durante le perquisizioni. Dai database - sono convinti i carabinieri - potrebbero emergere altri interessanti elementi di un’inchiesta che è tutt’altro che chiusa. Gli uomini dell’Arma hanno già in mano diverso materiale cartaceo che proverebbe già da ora l’esistenza di una vera e propria organizzazione dedita alla fabbricazione di carte d'identità, buste paga e certificazioni Cud nuovi di zecca. Una mano potrebbe arrivare anche dalla verifica dell’elenco Crif, la banca dati di cattivi pagatori, dove non è escluso che siano finiti i beneficiari dei prestiti ottenuti con l’intermediazione della Poligrafix. Venerdì sera durante la perquisizione nella sede dell’azienda della nota famiglia di tipografi Poddighe, sono saltate fuori le prove che le persone coinvolte nella truffa non fossero alle prime armi e alcuni di loro avessero già beneficiato di un prestito per 25mila euro.

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